Home I lettori ci scrivono La mia indignazione contro lo Stato

La mia indignazione contro lo Stato

CONDIVIDI
  • Credion

Primo Ministro Renzi, Ministro Madia, Ministro Giannini io sono un insegnante e sono indignato, tra qualche settimana ben 5 sindacati della scuola FLC CGIL, CISL, UIL, SNALS e FGU, in pratica i 5 segretari generali con i loro apparati decideranno che centinaia di insegnanti, impiegati, bidelli, dirigenti scolastici, dal il prossimo primo settembre , non andranno a scuola a svolgere il loro normale servizio, saranno esonerati o semi esonerati oppure l’esonero o il semiesonero sarà confermato, alcuni di questi esoneri dal servizio durano da più di trent’anni, gente che nella scuola non mette più piede da decenni Saranno per un anno alle loro dirette dipendenze, tanto che le OOSS potranno anche sospendere quegli esoneri in qualsiasi momento dell’anno scolastico. Sono indignato sapete perché, Renzi, Giannini, Madia?

Non perché queste centinaia di persone saranno esonerate e saranno comunque sostituite a spese dello Stato con supplenti, ma sono indignato perché lo Stato, cioè tutti noi, pagheremo gli stipendi a quelle centinaia di sindacalisti che risponderanno solo ed esclusivamente ai sindacati, ai segretari, agli apparati sindacali di appartenenza.

Icotea

Entro luglio il Ministero sotto indicazione dei sindacati provvederà a formalizzare gli esoneri. Così succede da anni in Italia . Ora io chiedo un atto di equità, di giustizia e di buon senso Si ponga fine finalmente, se si ha davvero il coraggio di farlo, con il prossimo documento economico a questo arcaico privilegio di casta che dura da tanti , troppi anni e con tutti i governi della prima come della seconda Repubblica. I distaccati sindacati siano economicamente a carico dei sindacati da cui dipendono e ne sono al servizio, siano pagati dai loro bilanci, dai loro iscritti, non dai cittadini italiani. Così accade nel privato, Landini è pagato dagli operai della FIOM, così accade in tutta Europa per la quale noi voteremo per il rinnovo del Parlamento. Si ponga fine a questo vecchio privilegio che oggi non possiamo e non potremo più tollerare!