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La politica può educare alla giustizia fai-da-te?

il caso del gioielliere Ruggero, che ha ucciso due rapinatori durante una rapina, sarà giustamente valutato dalla magistratura, chiamata ad accertare i fatti e ad applicare la legge. Ma ciò che oggi dovrebbe preoccupare il mondo della scuola e dell’educazione è un altro aspetto: il messaggio che la politica sta trasmettendo alle nuove generazioni.

In queste ore autorevoli esponenti istituzionali chiedono pubblicamente la grazia e celebrano come eroe chi si è fatto giustizia da solo. È una posizione legittima sul piano politico, ma profondamente problematica sul piano educativo.

Da decenni scuole, insegnanti, educatori e pedagogisti lavorano per costruire una cultura della legalità, insegnando che in uno Stato democratico il monopolio della giustizia appartiene alle istituzioni e che nessuno può sostituirsi ai giudici. Se, invece, passa il messaggio che la reazione armata rappresenti un modello da premiare, rischiamo di vanificare anni di educazione civica.

I ragazzi imparano soprattutto dagli esempi. Se vedono che lo Stato applaude chi si sostituisce alla giustizia, finiranno per interiorizzare l’idea che, quando si subisce un torto, la risposta più efficace sia la vendetta e non il diritto.
La legittima difesa è un istituto giuridico, non un modello educativo. Confondere questi due piani significa indebolire la fiducia nelle istituzioni e alimentare una cultura nella quale prevale la forza anziché la legge.
La politica ha il diritto di discutere e modificare le norme, ma ha anche il dovere di misurare il valore educativo delle proprie parole. Perché ogni dichiarazione pubblica non orienta soltanto il consenso: contribuisce a formare la coscienza civile di milioni di giovani.

Ed è proprio questo il rischio più grande: perdere, in pochi giorni di dibattito mediatico, quel patrimonio di educazione alla legalità che la scuola italiana costruisce ogni giorno con pazienza e responsabilità.

Alessandro Prisciandaro
Presidente Nazionale Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani

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