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La ricetta di Salvini sulla scuola: stipendi più alti e vacanze estive più corte. Concorsi? Non si finisce più

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La scuola va cambiata “partendo dagli insegnanti”. Insegnanti che “sono anche tra i peggio pagati di Europa”. Così Matteo Salvini, intervistato da Skuola.net nell’ambito di un progetto sulla generazione Zeta, che affronta i temi più cari ai giovani: lavoro, ambiente, diritti, e soprattutto istruzione.

Come fare per cambiare la scuola? Innanzitutto stabilizzando chi da anni lavora nelle classi ma “senza fare concorsi, che altrimenti non si finisce più”. Chi fa questo mestiere, oggi, “fa una missione” afferma, “sostanzialmente perché, se lo fa per arricchirsi, campa cavallo”. Quindi, bisogna occuparsi delle retribuzioni: “C’è un contratto fermo da troppi anni”, aggiunge proprio nella giornata in cui l’Aran ha incontrato i sindacati senza un nulla di fatto.

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La polemica sulle vacanze estive

Ma il leader leghista considera obsoleti anche i cicli scolastici e il ruolo della scuola media, che vorrebbe rivedere anche guardando ad altri paesi europei dove il ciclo secondario superiore si chiude un anno prima. Ma non è il solo elemento “cronologico” su cui la Lega si auspica di poter intervenire nel prossimo futuro. Sul banco degli imputati sale il calendario scolastico, in particolare le lunghe vacanze estive che inizieranno proprio in questi giorni: “I tre mesi di vacanze estive sono un problema per i genitori che lavorano. Ci sono solo in Italia”,  incalza Salvini.  “Questo blocco, questo buco, questa voragine che se non ci sono i nonni o non hai l’oratorio estivo è un casino, va assolutamente rivisto”.

Esami di Stato e mascherina

E sulla “questione mascherina” per gli esami di Stato, il senatore della Lega vota no. Lasciare la mascherina obbligatoria, a detta di Salvini sarebbe “una enorme fesseria”, che non ha “nessun criterio scientifico”. Inoltre, continua, “siamo uno degli ultimi paesi rimasti al mondo che copre la faccia ancora oggi a bimbi e insegnanti per diverse ore in classe”, ma “non ha nessun senso scientifico con trenta gradi in classe costringere insegnanti e studenti al bavaglio, anzi fa male”.

Insomma, la voce critica di Salvini in tema di mascherina va ad aggiungersi a quella di molti altri politici ed esponenti della società civile, a fare ulteriormente pressione sulle autorità sanitarie affinché decada l’obbligo del dispositivo di protezione nei contesti scolastici, come auspicato dai sottosegretari Sasso, Floridia e Sileri.

Perciò la Lega, annuncia, farà ricorso al Tar, “quantomeno per la Maturità e anche per le elezioni di domenica prossima”. Perché, spiega, “teoricamente se tu vai al seggio per votare al referendum e ti sei dimenticato la mascherina ti mandano a casa” mentre “io da milanista ho festeggiato con centinaia di migliaia di persone in giro per Milano, ai concerti di Vasco ci sono 100.000 persone, ovunque si è tornati fortunatamente a vivere e a respirare normalmente. In classe no”.  Per Salvini, quindi, mantenere l’obbligo di mascherina sarebbe “una perversione ideologica senza nessuna ragione scientifica”.

Potenziare la formazione tecnica e professionale

E riguardo all’istruzione, Salvini non è troppo distante dal ministro Bianchi e punta i riflettori sul potenziamento della formazione tecnica e professionale: “C’è straordinario bisogno di competenze tecniche e professionali” – afferma – metterei il numero chiuso alle facoltà universitarie umanistiche e aprirei quelle scientifiche, come Medicina o Ingegneria”.