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La riforma Moratti al vaglio della Corte costituzionale

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La regione Friuli Venezia Giulia e la regione Emilia-Romagna hanno presentato ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto legislativo 19 febbraio 2004 n. 59, contestando che il primo provvedimento di attuazione della riforma Moratti su scuola dell’infanzia e primo ciclo dell’istruzione viola, in contrasto con quanto stabilito dalla Costituzione, sia il principio di autonomia delle istituzioni scolastiche sia le competenze in materia di istruzione spettanti alle regioni.
Il ricorso presentato dalla regione Friuli Venezia Giulia lo scorso 22 aprile riguarda, in particolare, gli articoli 7, 10, 12, 13 e 15 del D.Lvo n. 59/2004, nei quali si ravvisano delle illegittimità che riguardano l’organizzazione delle attività educative e didattiche, la possibilità di iscrizione anticipata ed il tempo pieno.
Ancora di più (otto) gli articoli del suddetto decreto legislativo contestati dalla regione Emilia-Romagna nel ricorso presentato il 27 aprile: oltre a quelli già citati, vengono impugnati dinanzi alla Corte costituzionale gli articoli 1, 2 e 14.
L’assessore regionale alla Scuola della regione Emilia Romagna, Mariangela Bastico, ha dichiarato: "Dopo la sentenza della Consulta n. 13/2004 (riguardante la competenza della Regione rispetto alla definizione e all’organizzazione degli organici dei docenti), avevamo chiesto al Ministro di ritirare il decreto sulla scuola di base perché chiaramente non rispettoso delle competenze, costituzionalmente garantite, delle autonomie scolastiche e delle Regioni. Purtroppo il Ministro ha ritenuto di procedere comunque e frettolosamente, al punto da creare enormi difficoltà organizzative rispetto alla gestione del personale docente e pesanti problemi per le famiglie a cui le scuole non sono in grado di dare prospettive certe".
Il ricorso impugna le norme relative agli anticipi delle iscrizioni, all’organizzazione dell’orario, all’insegnante "tutor", ai piani di studio, alla definizione e organizzazione del personale docente.

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