Home Politica scolastica La riforma porterà delle scuole ingovernabili

La riforma porterà delle scuole ingovernabili

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Sulla riforma delle regole che governano le nostre scuole, Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, non ha dubbi: la partita si può chiudere nelle Camere, ma non per i lavoratori perché il provvedimento legislativo approvato in Parlamento porterà delle scuole ingovernabili. Sulla realizzazione della riforma della scuola “vorrei che nessuno si facesse l’illusione che basti un altro voto di fiducia per chiudere la partita. La verità è che si stanno determinando le condizioni per cui la scuola, da settembre, sia ingovernabile”.

Per la leader del primo sindacato italiano, chi ci governa deve aver ben chiaro il concetto che sta “commettendo delle ingiustizie straordinarie e mettendo in discussione ciò che è uno strumento fondamentale per l’unità del Paese, per il futuro e la sua prospettiva. Quando si discute di scuola – ha concluso – non si discute di cosa succede tra qualche giorno, ma si discute di che paese si determinerà”.

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L’attacco al Governo è a 360 gradi: “la partita della scuola credo abbia dimostrato le tante bugie di questo governo che aveva raccontato, individuato e dichiarato che avrebbe aperto una discussione con le organizzazioni sindacali. Nel passaggio tra la Camera e il Senato ha annunciato assemblee e discussioni: la verità – dice ancora Camusso – è che ha deciso di non confrontarsi con nessuno”.

 

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Per quanto riguarda l’unità sindacale, il leader della Cgil sostiene che “bisogna continuare ad andare avanti, anche perché l’insieme delle scelte che vengono fatte continuano a dire che il lavoro non viene considerato centrale, invece, se non si riparte dal lavoro, sulla qualità e la necessità di crearlo, credo sia molto difficile che il paese possa uscire dalla crisi davvero”.

“Credo che abbiamo posto a Cisl e Uil” nelle sedi opportune “un tema: ho ricevuto risposte interessanti, la vertenza della scuola è lì a dimostrare il peso e il valore che ha avuto nell’orientamento del paese il fatto che quella mobilitazione fosse unitaria”, ha concluso Camusso.

 

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