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La scuola del giorno per giorno, ora per ora, con situazioni al limite della follia

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Scuola “ingestibile, insostenibile, allo stremo”. Sono le parole che troviamo ormai ovunque leggendo la cronaca locale. Nessuno è più in grado di offrire un servizio “formativo”. Tutti si lamentano. I presidi intervistati. I genitori che scrivono lettere ai giornali. I docenti, ormai rassegnati, che si trovano in situazioni sempre più complicate e talvolta assurde. Basta leggere la rubrica I lettori ci scrivono per rendersi conto di come si vive/si lavora nelle scuole.

Quale servizio? Siamo al giorno per giorno, ora per ora

Istituti che, negli anni passati, avevano fatto della qualità del servizio e dell’insegnamento un fiore all’occhiello, oggi sono praticamente allo sbando. Didattica a singhiozzo. Docenti assenti da sostituire. Sostituti che non si trovano. Soluzioni creative inventate lì per lì, in base all’urgenza del momento, giorno per giorno, ora per ora.

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Capita che sia necessario accorpare quel che resta di alcune classi. Spesso si fa didattica mista, in presenza e a distanza. Alcuni giorni solo a distanza. Nell’affrontare le difficoltà quotidiane, i presidi chiedono aiuto alle autorità locali, che ben poco possono fare se il livello decisionale, in questa situazione, è solo governativo, con un’iper produzione normativa che si aggroviglia sempre di più, impossibile da seguire e perfino da capire.

Anche i genitori, specialmente se hanno più figli in ordini di scuola di grado diverso, e un lavoro gravato da adempimenti Covid come tutti, “ammattiscono” per stare dietro al giorno per giorno, ora per ora. Niente in famiglia è programmabile neppure settimanalmente.

Situazioni al limite della follia

Ormai sono in molti a essere non solo sull’orlo della crisi di nervi, ma quasi bisognosi di Tso. La trasmissione Quarta Repubblica del 24 gennaio scorso ha portato due esempi al limite della follia.

Il primo caso riguarda una circolare interna d’istituto sulle regole per la ricreazione, che dispone di consumare merende e bevande in due turni, il primo turno solo gli alunni delle file dispari, il secondo turno solo gli alunni delle file pari. Appena consumata la merenda, bisogna subito mettere la mascherina restando seduti. È vietato qualsiasi spostamento, è vietato anche “girarsi” verso i compagni mentre si consuma la merenda.

Il secondo esempio è di una docente, esentata dal completamento del ciclo vaccinale dopo aver avuto problemi di salute in seguito alla prima dose. È una testimonianza di come i docenti “esentati o differiti” debbano sottostare a delle disposizioni di fatto pesantemente discriminatorie. “A scuola non posso stare dove qualcuno mangia o beve –dice la docente- e non posso bere o mangiare dentro la scuola, ho il divieto tassativo di parlare con chiunque, non mi è stato dato un posto all’interno dove stare, nelle ore a disposizione devo stare fuori nel parcheggio, mi viene chiesto di igienizzare qualsiasi cosa io tocchi dopo averlo usato”. Anche quando è in cattedra la docente, che pure fa il tampone ogni 48 ore, deve stazionare dietro una barriera di plexiglass, con una visiera di plexiglass e una mascherina Ffp2.

Parossismo normativo

Negli ultimi mesi è innegabile che il governo, forse colto impreparato di fronte all’ondata omicron, abbia fatto fronte alla situazione con un parossismo normativo “virulento” quanto il Covid da arginare. Basta guardare le norme sulle quarantene, o i decreti sul super green pass, detto anche green pass rafforzato, il green pass booster, e i successivi Dpcm. Essendo i testi di legge emanati praticamente incomprensibili al 99% delle persone, sul sito del governo sono state pubblicate innumerevoli faq, tanto che anche in questa sezione è arduo trovare il bandolo della matassa e la risposta che si cerca. Per “semplificare” si è pensato allora di offrire ai cittadini una incredibile tabella sinottica di 11 pagine con il minuzioso elenco di tutte le attività consentite senza green pass, con green pass base, con green pass rafforzato, con green pass booster, in relazione al colore della zona in cui ci si trova.

Il massimo del testo normativo illeggibile/incomprensibile è forse la Circolare del Ministro della salute del 10 gennaio 2022 circa l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico per gli spostamenti da e per le isole e il trasporto scolastico dedicato agli studenti di scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, ai quali in un primo momento era stato imposto il super green pass, come a tutti i cittadini, per accedere a qualsiasi mezzo di trasporto pubblico, tagliando fuori di fatto tutti i minori non vaccinati dal diritto all’istruzione. Fino al 10 febbraio, l’accesso “è consentito anche ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’art. 9, comma 2, lettera c) del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 522”, ovvero un tampone, ma non si può scriverlo in modo più semplice. L’arzigogolato articoletto di deroga ha richiesto inoltre una premessa di 150 righe!

Manca la “speranza”

La politica in questa fase sembra essersi del tutto “incartata”. Non è solo la scuola a soffrire, ma quasi tutti i settori dell’economia. Servirebbe un minimo di visione a medio termine, una prospettiva di “speranza” che ci lasci intravedere la luce in fondo al tunnel, come sta già succedendo in alcuni paesi d’Europa. Perfino in Francia, dove il 24 gennaio è entrato in vigore un “pass vaccinale” simile al nostro (che non colpisce però il diritto al lavoro, il trasporto pubblico locale e l’accesso ai servizi pubblici), il giorno stesso, il primo ministro ha annunciato la probabile prospettiva di un allentamento appena la curva pandemica scenderà. In Italia, invece, al momento questa “speranza” non c’è.