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La scuola non è più luogo di studio. Impegno e fatica spaventano

Già prima della pandemia e della DAD si sprecavano – e ovviamente a maggior ragione anche durante pandemia e DAD  si sprecano – arrampicamenti vari su vetri e specchi per giustificare promozioni indebite. E la fantasia non manca: per esempio i voti diventano una “fredda cosificazione dello studente”, la valutazione è una “numerizzazione spersonalizzante” e via di seguito. Quante parole!: inutili e fini a se stesse.
A me piace chiamare le cose con il loro nome e guardare la realtà in faccia: ormai la scuola non è (quasi?) più un luogo di studio, studiare è impegnativo e magari faticoso e l’impegno e la fatica spaventano. Finché non verranno ufficialmente abolite le valutazioni e le promozioni/ bocciature (e temo si potrebbe benissimo arrivare anche a questo) bisogna inventarsi dei modi per bypassarle. Donde le fantasiose espressioni di cui sopra.
E così l’ignoranza dilaga ed aumenta. Poi un giorno, quando forse saremo subordinati a paesi e popoli presso cui ancora vige la serietà, allora ci renderemo conto di aver percorso per anni una strada sbagliata. Già, ma sarà tardi.

Daniele Orla

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