Legge di Bilancio 2027, 6.974 posti in meno tra docenti e ATA. Il CND: «Non si può chiedere alla scuola di costruire il futuro mentre la si priva delle persone necessarie per farlo».
Una classe non è una cifra su un foglio di calcolo. Un docente non è una casella da eliminare e il personale ATA non è un costo invisibile: è parte della comunità che rende possibile ogni giornata scolastica. Dietro ogni posto soppresso ci sono studenti, famiglie, bisogni educativi concreti e lavoratori ai quali si chiedono responsabilità sempre maggiori.
Con questa consapevolezza, il Comitato Nazionale Docenti contro Burnout, Mobbing e Usura Professionale contesta le nuove riduzioni degli organici previste dal disegno di Legge di Bilancio 2027 e chiede al Governo e al Parlamento di correggere la rotta durante l’esame parlamentare.
L’articolo 66 del disegno di legge prevede, dall’anno scolastico 2027/2028, 4.925 posti di docenti e 2.049 posti di personale ATA in meno: 6.974 unità complessive. Sommate alle precedenti riduzioni già disposte per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, le misure porterebbero a 14.808 posti in meno nell’arco di tre anni scolastici. La relazione tecnica stima risparmi per 251,7 milioni di euro annui dal 2028.
Il calo demografico è un dato da considerare seriamente, ma non può diventare l’unico criterio per decidere quante persone servano a una scuola. Le necessità educative non diminuiscono automaticamente con il numero degli iscritti: ci sono inclusione, disabilità, fragilità sociali, dispersione, territori periferici, sostegno alle famiglie e garanzia di ambienti sicuri. Una scuola con meno alunni può aver bisogno di più attenzione, non di meno presenza.
Per il CND la questione degli organici non è separabile dalla tutela della salute e della dignità professionale. Quando si chiede a meno persone di rispondere a bisogni crescenti, aumentano il rischio di sovraccarico, l’isolamento e la difficoltà di prevenire stress lavoro-correlato, burnout e altre forme di disagio organizzativo. Il mobbing e le condotte vessatorie richiedono strumenti specifici di prevenzione, ascolto e tutela: non possono essere ridotti a una conseguenza automatica dei tagli, ma nemmeno ignorati in un sistema sempre più sotto pressione.
A questo si aggiunge la perdita di potere d’acquisto. Il dossier FLC CGIL «Conoscenza sottocosto», diffuso nell’ottobre 2026, stima per il personale scolastico una perdita media di circa 276 euro mensili, calcolata su tredici mensilità, nel periodo 2022–2027: un dato che dà la misura della distanza tra aumenti retributivi e inflazione, pur trattandosi di una stima elaborata dall’organizzazione sindacale.
In Serbia, il movimento nato dalla richiesta di verità e responsabilità dopo la tragedia di Novi Sad ha mostrato la forza della partecipazione studentesca, fino a incidere profondamente sulla vita politica del Paese. In Brasile, studenti e giovani hanno animato manifestazioni e iniziative pubbliche in difesa dell’istruzione e della partecipazione democratica. Storie diverse, con origini e contesti che non vanno confusi, ma accomunate da un messaggio: le nuove generazioni non sono spettatrici passive.
Anche in Italia molti studenti chiedono di essere ascoltati sul diritto allo studio, sul costo della vita e sul futuro della scuola pubblica. Il CND è al loro fianco nel riconoscere il valore della partecipazione civile, pacifica e consapevole. Difendere la scuola significa anche insegnare che il confronto democratico non è un gesto inutile e che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare, non di minimizzare.
Non chiediamo privilegi: chiediamo condizioni reali per insegnare, educare e includere. Governo e Parlamento aprano un confronto con le comunità scolastiche e trasformino le preoccupazioni in scelte verificabili. Difendere la scuola significa proteggere il diritto delle nuove generazioni a un futuro dignitoso.
«Una scuola più fragile rende più fragile l’intera società. Proteggere chi ci lavora e il diritto dei ragazzi a conoscere, scegliere e crescere significa costruire il futuro insieme».
Comitato Nazionale Docenti contro Burnout, Mobbing e Usura Professionale