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01.11.2026
Aggiornato alle 21:42

Manovra, tagliati 15.000 docenti e Ata in 2 anni. M5s, Pd e sindacati: la denatalità non porta tagli! Bucalo (FdI) difende il Governo: nessun licenziamento

La senatrice Ella Bucalo (Fratelli d'Italia)

Nell’opposizione politica e nei sindacati di comparto cresce il malcontento per i 7.000 posti posti che la scuola perderà, di cui quasi 5.000 docenti dell’organico di potenziamento e oltre 2.000 Ata, come indicato nel ddl di Bilancio di fine 2026 approvato dal Governo: l’operazione, che farà risparmiare allo Stato circa 252 milioni di euro l’anno a partire dal 2028, è stata fortemente contestata per tutto il week end.

Floridia (M5s): Valditara aveva detto che erano tagli transitori

Domenica 1° novembre Barbara Floridia, senatrice del M5s, ha detto che “sulla scuola c’è espressamente l’ulteriore riduzione a regime di 7.000 posti circa tra docenti e personale ATA. Bignami (capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio n.d.r.) usa solo una argomentazione vera come quella della denatalità, per dire una cosa falsa. E cioè che i tagli agli organici dei docenti e del personale ATA sarebbero giustificabili a causa del calo delle nascite. Anzitutto dovrebbe spiegare allora perché il suo ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara, definì “misura transitoria” il taglio di 7.000 posti già stabilito con la manovra 2025”.

La pentastellata ha calcolato che “sommando i tagli attuali a quelli, si arriva alla cifra monstre di quasi 15.000 posti in organico tagliati da Giorgia Meloni. Questo è accanimento contro la scuola pubblica, mentre per le private i soldi Bignami e i suoi amici continuano a trovarli”.

Secondo la senatrice del M5s, il deputato Galeazzo Bignami “e il suo partito non sanno nulla di scuola, altrimenti ci avrebbero pensato un po’ di più prima di fare questo taglio vergognoso, visto che sono aumentati sia gli alunni con disabilità, sia quelli con DSA. E anche quelli stranieri. Tutti elementi che suggeriscono che servono più professori, non tetti inapplicabili e tagli!”.

Bignami (FdI): i tagli previsti dal Pnrr, la sinistra lo sa bene

Poco prima, l’on. Galeazzo Bignami aveva detto che “il taglio di 7.000 docenti, la sinistra dovrebbe ben sapere di cosa si parla, visto che è uno degli impegni assunti dai loro governi con la Ue in sede di approvazione di Pnrr”.

Inoltre, Bignami ha spiegato che “la cosa non avrebbe dovuto generare scandalo lo si deve al fatto che non si parla di tagli di cattedre. Infatti, a fronte di un calo dell’1,5% di studenti si avrà una copertura del turn over del 99,5%. Quindi nessun taglio, nessuna riduzione, soltanto l’applicazione di un principio elementare tra l’altro deciso dalla stessa sinistra.

Boccia (Pd): se mancano soldi perchè si confermano i bonus per le paritarie?

Il centro-sinistra non la pensa così. Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, sostiene che “mentre si tagliano insegnanti e personale scolastico, si confermano i bonus per le scuole paritarie”.

Il senatore Boccia ritiene anche che il Governo Meloni “usa persino il calo demografico come alibi, quando dovrebbe essere l’occasione per ridurre gli alunni per classe, rafforzare il tempo pieno e migliorare la qualità dell’istruzione. Questa penosa legge di bilancio trasforma il futuro dei nostri ragazzi in una voce di risparmio.

Bonelli (Avs): tagliati i fondi per il rischio sismico degli edifici pubblici

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha attaccato pesantemente il Governo Meloni: primo, perché, “l’articolo 116 il governo dimezza i fondi per mettere in sicurezza gli edifici pubblici dal rischio sismico: scuole, ospedali, municipi. Lo stanziamento per il 2027 e il 2028 scende da 60 a 30 milioni l’anno e il resto viene rinviato al 2029 e al 2030. Viviamo in uno dei Paesi più sismici d’Europa, con l’emergenza dei Campi Flegrei ancora aperta, e il governo rinvia la sicurezza delle scuole dove studiano i nostri figli. Ma i soldi per le armi li trovano”.

Poi, perché “con l’articolo 66 arriva il blocco del turnover nella pubblica amministrazione. Nel 2027 università, enti di ricerca, ministeri e agenzie potranno sostituire solo tre dipendenti su quattro che vanno in pensione, con un risparmio di 431 milioni l’anno dal 2028. Lo stesso articolo, al comma 5, taglia 7.000 posti nella scuola dal prossimo anno scolastico: 4.925 docenti e 2.049 tra personale amministrativo, tecnico e collaboratori scolastici. Meno ricercatori, meno insegnanti, meno personale negli uffici pubblici. Ma i soldi per le armi li trovano”.

Bonelli annuncia che il suo partito presenterà “emendamenti per ripristinare subito i fondi antisismici per scuole e ospedali, cancellare il blocco del turnover e i tagli alla scuola e aumentare in modo consistente il Reddito di libertà. Le risorse ci sono: si prendano dalle armi e dai privilegi fiscali, non dalla sicurezza e dai diritti dei cittadini”.

Uil: “la denatalità non può essere pretesto per ridurre il personale”

Anche il fronte sindacale è tornato a farsi sentire: sempre nel giorno della commemorazione dei Santi, PierPaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, e Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola, hanno congiuntamente dichiarato che la scelta di tagliare 7mila posti “è inaccettabile”, perché “rischia di indebolire la scuola statale e la qualità dell’istruzione. Chiediamo al governo e al Parlamento di cancellare questi tagli dal testo della manovra. La denatalità non può diventare un pretesto per ridurre il personale”.    

Anche i vertici della Uil hanno calcolato che, “se confermate, le nuove riduzioni porterebbero a 14.808 i posti complessivamente tagliati in tre anni scolastici”.

Ricordano che “il calo degli iscritti dovrebbe rappresentare un’opportunità per diminuire il numero degli alunni per classe e migliorare la qualità dell’insegnamento. Invece, si continua a intervenire sugli organici, aggravando le difficoltà di un sistema già segnato dal precariato”.

Infine, hanno spiegato che “ridurre ulteriormente il personale Ata significa aumentarne i carichi di lavoro e mettere in difficoltà le attività di vigilanza, assistenza e gestione amministrativa”.

La difesa della sen. Bucalo (Fd): proteste sbagliate

Per il momento, da parte del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, non sono pervenute repliche.

A rispondere alle critiche è stata, invece, la senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, componente della commissione Cultura e istruzione del Senato e viceresponsabile del dipartimento Istruzione di Fratelli d’Italia.

Le contestazioni per la riduzione di posti nella scuola, ha continuato Bucalo, sarebbero sbagliate “sotto il profilo numerico, tecnico e didattico. Basta leggere l’articolo 66, comma 5, del disegno di legge di Bilancio per smentire una ricostruzione infondata”.

“Il punto centrale è che non viene toccata una sola cattedra curricolare: l’intervento – ha puntualizzato Bucalo – riguarda esclusivamente l’organico del potenziamento, introdotto dalla legge 107 del 2015 per attività progettuali o supplenze brevi, e mai i docenti impegnati nelle lezioni ordinarie in classe. Non ci sarà alcun esubero né alcun licenziamento: si tratta unicamente di una parziale mancata sostituzione sul turn-over dei pensionamenti a partire da settembre 2027”.

Bucalo ha tenuto a ricordare che “per effetto della denatalità degli ultimi quindici anni, la scuola italiana perde ogni anno tra i 100.000 e i 120.000 iscritti, l’equivalente di circa 5.000 classi. A fronte di un calo degli studenti dell’1,5% annuo, un adeguamento del turn-over limitato allo 0,5% sul solo potenziamento fa sì che il rapporto tra insegnanti e alunni per classe non peggiori, ma migliori ulteriormente, attestandosi al livello più favorevole della storia repubblicana”.    

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