Ci sono novità sulla parte normativa del CCNL 2025/27? A rispondere, nel corso della diretta della Tecnica risponde live, l’esperto di normativa scolastica, prof. Lucio Ficara:
“La parte economica è stata già definita con gli accordi dell’1 luglio scorso, tant’è vero che i docenti, il personale ATA, quel poco di arretrati che dovevano avere li hanno già incassati e dal punto di vista economico andrà a regime completamente a partire dal gennaio 2027, la parte economica verrà completata anche con l’ultima rata negli stipendi e si avrà un aumento medio di 143 euro lordi mensili. Dunque si è ridotto a un aumento che a dire la verità molti docenti con il caro vita, con il problema dei carburanti che ormai hanno raggiunto quote superiori a 2 euro, è stato minore dell’inflazione reale che si sta andando a determinare in questa fase di emergenza e di crisi”.
“C’è la parte giuridica normativa che invece in queste settimane e nei prossimi mesi terrà banco per raggiungere al più presto la chiusura totale del contratto collettivo nazionale della scuola di tutti i comparti, università, AFAM e del personale docente, del personale ATA. Molti auspicano entro il dicembre 2026, anche se penso che la strada ancora sia lunga, andremo oltre la fine dell’anno, forse questo nuovo contratto troverà luce con i primi mesi del 2027, noi ci auguriamo che si trovi un accordo tra le parti e che sia soprattutto un buon contratto”.
“L’amministrazione avrebbe aperto all’introduzione di un organismo paritetico di raffreddamento delle controversie composto dalle parti, dunque questo organismo che andrebbe un po’ a controllare, a monitorare anche gli aspetti di controllo delle controversie proprio sul contratto. Questo andrebbe un po’ a frenare quell’impatto che vede molti docenti, molti contenziosi contrapposti ai propri dirigenti scolastici. Si pensa anche dentro questo contratto di considerare l’introduzione di un organismo sempre paritetico per l’innovazione che riguarderebbe l’aspetto dell’intelligenza artificiale che va normata. Si chiede espressamente di mantenere inalterata la libertà di insegnamento e fare in modo che l’intelligenza artificiale non vada a entrare dentro meccanismi tipicamente della didattica. Va bene l’intelligenza artificiale rispetto all’organizzazione del lavoro, rispetto per esempio alla composizione degli orari scolastici, rispetto ad atti burocratici che andrebbero a essere alleggeriti, dunque intelligenza artificiale come strumento per rendere più leggera la burocrazia”.
“L’introduzione di questo organismo paritetico sull’innovazione andrà anche a toccare aspetti importantissimi, su principi come la disconnessione, che a questo punto potrebbe trovare uno sfogo a livello di contratto nazionale più che essere demandato a principi di istituto scolastico, cioè a contrattazione di istituto. Molto probabilmente avremo l’introduzione di uno strumento sulla disconnessione che sia uguale per tutte le scuole e dunque una normativa precisa, puntuale, che probabilmente entrerà anche sulle nuove tecnologie, sulla trasparenza che dovrà essere utilizzata per il principio della disconnessione dal lavoro, ma anche per stare dentro quel perimetro che consenta il benessere fisico, intellettuale del personale, dei dipendenti. Questo sistema sulle relazioni sindacali sembra essere stato l’atto di questo nuovo contratto che ha messo facilmente d’accordo le parti e pare che tutti i sindacati siano favorevoli”.
“Poi si entra anche su questioni di proposta, ma che francamente ritengo inattuabili per una questione di mancanza di fondi. Il buono pasto, dato a una categoria così numerosa, pretende investimenti finanziari importanti che al momento né nelle leggi di bilancio né nelle casse del Ministero ci sono. C’è chi chiede con fermezza di prevedere norme che non vedono la separazione tra personale di ruolo e personale precario, tipo istituti come la malattia. La malattia dovrebbe essere distinta dal contratto di lavoro specifico del dipendente, cioè da un contratto a tempo indeterminato piuttosto che a un contratto a tempo di determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche piuttosto che da una supplenza breve e saltuaria. C’è un tentativo di equiparare, come l’Europa chiede, dal punto di vista della parità degli aspetti economici e giuridici per tutto il personale, creare un livellamento, però anche questo potrebbe non trovare facilità di accoglimento perché sarebbe una spesa non sempre sostenibile, in quanto sappiamo benissimo che sul mondo del precariato della scuola c’è un forte risparmio di spesa”.
42:00 volevo sapere se ho diritto al permesso studio per un corso di alta formazione. Ho un contratto fino al 30/06
43:40 perché non si è mai parlato alzare il livello degli ITP visto che adesso ci vuole la Laurea per partecipare ai concorsi? 45:15 La MOBILITÁ: è assurdo l’attuale sistema delle priorità. Dovrebbe esere il contrario. PRIMA privilegiare gli spostamenti INTERPROVINCIALI, poi PROVINCIALI ed infine quelli all’interno del COMUNE o no? 48:00 I corsi abilitanti ex art. 13 per chi ha già altre abilitazioni o specializzazione rimarranno in maniera strutturale o verranno eliminati?