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31.10.2026

La Manovra 2027 “tagliuzza” la scuola: saltano 5mila posti nell’organico dell’autonomia e turn over ridotto al 75%. Salvo il bonus 1.500 euro per le famiglie delle paritarie

Anche la scuola è coinvolta nei tagli per il pubblico impiego previsti dalla Legge di Bilancio 2027: scorrendo la bozza dei 157 articoli, comunque revisionabile attraverso gli inevitabili emendamenti, si scopre che è prevista una riduzione del personale docente nella scuola per 4.925 posti dell’organico dell’autonomia (introdotto con la riforma della ‘Buona Scuola’ voluta dal Governo tutto Pd guidato una decina d’anni fa da Matteo Renzi).

Inoltre, le novità introdotte in questa prima fase della Manovra 2027 prevedono che il turn over da attuare nel prossimo anno scolastico nelle amministrazioni dello Stato sarà “ridotto al 75%, per poi essere ripristinato al 100% nel 2028”.

Le due disposizioni sono contenute nel capitolo della Manovra riguardante la materia di assunzioni e di trattamento del pubblico impiego.

La riduzione percentuale del ricambio è prevista anche per le Università.

Pericolo scampato per le scuole paritarie

Pericolo scampato, invece, per le scuole paritarie: il bonus scuola di 1.500 euro per le famiglie con Isee sotto i 30mila euro che iscrivono i figli a questo genere di istituti, introdotto lo scorso anno, verrà confermato anche per il 2027.

Lo stanziamento previsto è di 20 milioni, la stessa somma che un anno fa sempre il Governo Meloni aveva deciso di stanziare a favore delle famiglie che prendono la decisione di iscrivere i figli alle paritarie.

Hanno avuto esito, dunque, gli appelli dei giorni scorsi di Noi Moderati, il partito pro-Governo Meloni guidato da Maurizio Lupi, che aveva denunciato una possibile mancata copertura nella Legge di Bilancio di fine anno del provvedimento economico.

Cosa è il bonus paritarie?

Ma in cosa consiste il cosiddetto bonus per le paritarie? Ricordiamo che la norma del già presente in alcune regioni, come la Lombardia, è stata introdotta e finanziata con la Legge di Bilancio 2026 – su spinta dei Noi Moderati e dell’ex ministra Mariastella Gelmini ma anche con il plaso di Forza Italia: per attuarla è stata approvata una spesa totale di 20 milioni di euro, che prevede fino a 1.500 euro da assegnare alle famiglie a basso reddito (fino a 30mila euro di Isee) che vogliono iscrivere i figli alle scuole paritarie di primo grado o al primo biennio di secondo grado.

Inoltre, il voucher potrà essere cumulabile con i contributi regionali, anche se fino a un massimo di 5mila euro.

Finanziamenti per le paritarie sinora in crescita

Lo scorso anno, giunto alla quarta Legge di Bilancio consecutiva, il Governo Meloni ha prodotto il massimo sforzo per gli istituti paritari, peraltro in crisi di iscrizioni e molti dei quali a rischio chiusura, destinando a fine 2025 ben 30 milioni di euro per gli istituti d’infanzia non statali, 21 milioni specifici per quelli paritari e 37 milioni per il sostegno agli alunni con disabilità iscritti in questo genere di scuole.

E già nel 2024 i finanziamenti pubblici per tali istituti – a cui sono iscritti circa 800mila alunni, in larga prevalenza del primo ciclo – erano risultati in crescita.

In particolare, nel gennaio 2025 il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato due decreti che hanno destinato da più di 750 milioni di euro complessivi a favore delle scuole paritarie, di cui 400mila euro per il sostegno agli studenti con disabilità, con un aumento di 50 milioni di euro rispetto all’anno scolastico precedente.  

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