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La terra non tremava così dal 1980, lunedì 31 ottobre scuole chiuse a Roma e in tante città

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Il terremoto di magnitudo 6.5 verificatosi il 30 ottobre alle 7,41 di mattina nell’Italia centrale, il più forte dal 1980, ha danneggiato un alto numero di edifici e abitazioni.

A Norcia e altri paesi, anche delle Marche, è stato perso quasi del tutto il patrimonio artistico. Fortunatamente, grazie soprattutto alle abitazioni messe in sicurezza, i danni alle persone sono stati limitati ad alcune decine di feriti. Però, si contano crolli in 100 comuni e qualcosa come 28 mila sfollati.

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Per verificare se le onde sismiche partite dall’Umbria, la cui propagazione secondo l’Istituto nazionale di Geofisica è durata oltre due minuti, possano aver prodotto danni e lesioni, occorre effettuare dei sopralluoghi. Anche negli istituti scolastici. Dove, comunque, lunedì 31 ottobre in molti casi le lezioni non si sarebbero svolte, per via del “ponte” che porta alla festa di tutti i Santi.

A Roma, il sindaco grillino Virginia Raggi ha annunciato che “in via meramente cautelativa le scuole domani (lunedì 31 ottobre n.d.r.) resteranno chiuse, in modo tale che i tecnici e i responsabili della sicurezza possano andare ad effettuare tutte le verifiche per vedere e valutare se il terremoto ha comportato lesioni o comunque danni gravi”.

La decisione è stata presa al termine di un vertice urgente presieduto dalla sindaca Raggi e al quale hanno preso parte l’assessora alla persona scuola e comunità solidale Laura Baldassarre, i responsabili del dipartimento Simu (Servizio infrastrutture e manutenzione urbana – lavori pubblici), della Polizia Locale, sentita anche la Protezione Civile capitolina. La sindaca è in contatto con i Presidenti dei Municipi per il coordinamento delle attività. Per questo motivo domani saranno sospese le attività didattiche “in modo da consentire un rapido accertamento della situazione e assicurando in tal modo garanzie a bambini e famiglie”, ha spiegato il Campidoglio.

L’obiettivo è mettere in sicurezza o transennare eventuali zone critiche. Con le scuole, al pari degli ospedali e degli uffici pubblici, che figurano tra le priorità delle verifiche da realizzare.

Sempre nella capitale, sono state sospese le visite al Quirinale. In corso controlli anche in Vaticano e nelle Basiliche Pontificie ma al momento non si segnalano “danni strutturali”.

Verifiche anche nella Basilica di Santa Maria Maggiore, in particolare nel museo per una crepa. Ingresso regolare al Colosseo, dove non si riscontra alcun danno.

Anche tutte le scuole superiori del Reatino, come deciso in precedenza dall’Amministrazione provinciale di Rieti di concerto con i dirigenti scolastici, resteranno chiuse anche domani, l’unica scuola che era stato deciso sarebbe rimasta aperta era il Liceo classico “Rocci” di Passo Corese a Fara in Sabina.

Nel pomeriggio i tecnici della Provincia, insieme al sindaco di Fara Sabina, Davide Basilicata, hanno effettuato un sopralluogo per verificare lo stato dell’edificio dell’istituto Rocci dove domani le lezioni si svolgeranno regolarmente.

Sempre a Rieti, però, resteranno chiuse le scuole di competenza comunale (nidi, materne, elementari e medie) in base all’ordinanza emanata dal sindaco Simone Petrangeli in seguito alla scossa di terremoto del 26 ottobre.

Domani scuole chiuse in gran parte delle Marche. Il prefetto di Ascoli Piceno ha disposto la chiusura di tutti gli istituti scolastici della zona, per poter condurre verifiche accurate negli edifici. Scuole chiuse domani anche nei 19 istituti scolastici superiori della provincia di Pesaro Urbino, che si articolano in 35 sedi.

Prevista la chiusura anche a Spoleto la chiusura, fino al 2 novembre prossimo compreso, degli asili nido e dei servizi per la prima infanzia, dei centri diurni socio-riabilitativi per disabili minori e adulti e per anziani non autosufficienti, degli impianti sportivi pubblici, dei musei civici. Viene confermata, nell’ordinanza firmata dal sindaco, inoltre la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, con sospensione anche delle attività non scolastiche che in esse si svolgono.

 

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