Home Attualità La vittima del sistema è donna, giovane, laureata

La vittima del sistema è donna, giovane, laureata

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Secondo i dati del Global Gender Gap Report 2017 l’Italia sarebbe ottantaduesima su 144 Paesi del mondo relativamente al rispetto della parità di genere, in pratica fa peggio di tutta Europa.

Ma lo stesso rapporto riconosce che l’Italia ha leggi contro la discriminazione femminile, contro la violenza domestica, contro la discriminazione delle figlie nei diritti di successione, per la tutela delle mogli nelle cause di separazione e pure uno dei congedi parentali per le neomamme tra i più generosi al mondo.

Il primato è donna

In più il World Economic Forum riconosce pure che le iscrizioni delle donne all’università superano quelle maschili di 36 punti percentuali. A completare il percorso di studi, peraltro, è il 17,4% della popolazione femminile, contro il 12,7% dei maschi.

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Ma tutto ciò premesso e nonostante quanto premesso la disoccupazione femminile è al 12,8% contro il 10,9% maschile, percentuale che aumenta patologicamente tra i giovani e ancora di più tra le giovani donne, visto che la disoccupazione giovanile femminile è quasi di quattro punti percentuali più alta di quella giovanile maschile (37,6% a 33,8%).

Ma qual è il motivo per il quale le donne lavorano meno degli uomini? Perché le donne istruite lavorano meno degli uomini meno istruiti? Perché le donne giovani e istruite lavorano meno di tutti?

In primo luogo, spiega Linkiesta, perché le politiche sono solo tese a salvare chi non è né giovane, né donna, né istruito.

I fondi europei per la formazione sono dirottati sulla cassa integrazione straordinaria e in deroga negli anni della crisi, ad esempio.

Tagli

I tagli alla scuola nell’ordine del 10%, quando il resto della spesa pubblica veniva tagliato del 2%, nel momento in cui si tentava di salvare lo Stato italiano dalla tempesta dello spread.

Le politiche di sostegno alla conciliazione tra vita e lavoro, pressoché inesistenti.

I mille asili in mille giorni, sono rimasti solo promessa.

Ma più in generale, tutte le riforme, dal lavoro alle pensioni costruite ai margini di chi già stava lavorando o di chi già aveva una pensione.

E ancora un sistema di protezione sociale costruito attorno alla figura del “capofamiglia” maschio, adulto, meno istruito, soggetto sociale attorno alle cui paure al cui bisogno di protezione lo Stato italiano, i partiti, i sindacati tutti continuano a costruire le loro proposte politiche.