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“Le bacchette di Lula” cinquant’anni dopo

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Fin dall’inizio degli anni Cinquanta, pur dentro un ambiente scolastico chiuso, statico e poco evoluto socio-culturalmente, il maestro Albino Bernardini riuscì a fare conquistare all’attività didattica il rispetto della dignità dei ragazzi intesi come autentici soggetti portatori di diritti.
Riuscì fra l’altro ad anticipare tanti di quei princìpi – l’apertura della scuola ai genitori, la gestione democratica, la libertà d’insegnamento intesa come capacità di ristruttura la vita della classe in funzione di percorsi fortemente individualizzati – che nei decenni successivi sarebbero divenuti patrimonio comune della scuola italiana. 
Trasferitosi agli inizi degli anni Sessanta alla periferia romana, Bernardini ha continuato, nella borgata di Pietralata, il suo ‘mestiere di maestro’ (il più bello del mondo, come tante volte ha scritto) tanto che le sue esperienze saranno socializzate dalla Rai con quattro puntate nello sceneggiato “Il diario di un maestro” del regista Vittorio De Seta.
L’esperienza scolastica di Lula ha potuto essere conosciuta e divenire lievito per le future battaglie della scuola grazie alla pubblicazione, avvenuta solo nel 1969, de “Le bacchette di Lula”.
Per ricordare, con la presenza dello stesso maestro, quasi novantenne, quell’esperienza scolastica e per rileggere il libro che tanto scalpore sollevò in quegli anni, l’Amministrazione comunale di Lula, presieduta dalla dott.ssa Maddalena Calia, è giunta alla determinazione di ricordare i due avvenimenti con un convegno nazionale di studio da tenersi nel paese barbaricino, con la presenza dell’èlite della cultura pedagogica italiana, nella prima decade del prossimo giugno.
Per rileggere l’esperienza di Lula è prevista la partecipazione, fra gli altri, degli studiosi di Albino Bernardini: Boero, De Mauro, Vertecchi, Manacorda, Argilli, Rizzi, ecc.