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Legge di bilancio, De Luca: “Intollerabile chiudere le scuole, non c’entra calo della popolazione”. Cangiano (FdI): “Nessuna chiusura, via reggenze Ds e Dsga”

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Nel consueto punto settimanale sulla pagina Facebook, il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha toccato l’argomento legge di bilancio 2023:

“Si prevede la chiusura di 700 scuole, è intollerabile. Non c’entra niente il calo della popolazione, che c’è ovviamente, in modo particolare nel Sud. Nel caso delle scuole, anche se diminuisce la popolazione studentesca, vuol dire che impiegheremo i docenti nel fare un’attività molto meno stressante con meno alunni, ma in ogni caso è bene tenere aperte le scuole anche se abbiamo pochi alunni perché sono un presidio nei territori”.

Cangiano (FdI): «Con l’intervento del ministro Valditara nessun plesso chiuso in Campania»

A replicare alle parole del presidente della Regione Campania è Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Cultura della Camera dei Deputati:

“Se non fosse per il fatto che certe dichiarazioni provengano da un presidente di Regione, ci sarebbe quasi da ridere: il governatore della Campania Vincenzo De Luca dimostra di non aver compreso quanto illustrato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sul dimensionamento della rete scolastica previsto dalla Riforma 1.3 della Missione 4 – C1 collegata al PNRR. Nella sostanza infatti nessuno dei 40.466 plessi scolastici presenti in Italia verrà fisicamente chiuso. Il che significa che nessun alunno dovrà lasciare il proprio Istituto per recarsi in quello del quartiere o del paese vicino. E nessun taglio ci sarà in relazione agli organici già determinati. Ciò che verrà modificato sarà lo status giuridico di 700 Istituti, nell’ottica di una razionalizzazione anche economica che porterà ad una ridistribuzione dei soldi così risparmiati. Scompariranno le reggenze Ds e Dsga così tanto criticate proprio dalla sinistra. E verrà superato l’arcaico principio per cui sono i numeri degli iscritti il fattore per determinare se un Istituto può mantenere o meno l’autonomia. Con buona pace delle peculiarità geografiche, culturali e territoriali di molte scuole Italiane. Ciò che mi preoccupa, è che saranno proprio le Regioni ad avere un ruolo fondamentale nelle scelte di armonizzazione della rete scolastica. E se De Luca non ha compreso lo spirito della riforma, piuttosto che preoccuparsi di quante scuole chiuderanno, pensasse a cercare quella più vicina a Palazzo Santa Lucia. Perché evidentemente ha ancora tanto da studiare”.