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Legge di Stabilità, più spine che petali: ora spuntano i commissari interni non pagati!

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La Legge di stabilità non piace ai sindacati della scuola. Che già parlano di sciopero, contro una serie di provvedimenti negativi oltre le previsioni.

Per Mimmo Pantaleo, leader Flc-Cgil, “le misure sulla scuola contenute nel testo in entrata del ddl di stabilità 2015 avranno come effetto immediato il peggioramento della qualità dell’offerta formativa e delle condizioni di lavoro. Viene bloccato il rinnovo del contratto nei settori pubblici con il chiaro intento di ridurre i salari e i diritti in tutte le pubbliche amministrazioni. E’ sicuramente importante aver stanziato un miliardo per la stabilizzazione di una parte dei precari nella scuola. Ma nulla viene previsto per tutti gli altri comparti della conoscenza dove nei prossimi mesi si rischia il licenziamento di tantissimi precari”.

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“Negativa – continua Pantaleo – è la costituzione delle commissioni degli esami di maturità con soli membri interni (e questa volta senza compenso) già introdotta dal Governo Berlusconi e poi cancellata dal Governo Prodi, perché abbassa la soglia della neutralità della valutazione e lascia campo libero agli esamifici delle private;  modifica che, peraltro, giunge ad anno iniziato”.

Negativa viene anche considerata “la cancellazione degli esoneri e semiesoneri dei collaboratori del Preside, perché la gestione delle scuole ormai tutte di grandi dimensioni non può gravare solo sull’unica figura del dirigente”. E lo stesso pollice verso viene indicato per “il prioritario utilizzo dei fondi del miglioramento dell’offerta formativa per la copertura dei docenti assenti perché avviene a scapito dei progetti e del recupero degli alunni in difficoltà”.

“Negativo – continua il sindacalista – è il taglio di oltre duemila Collaboratori scolastici perché le scuole già oggi faticano a rimanere aperte. Negativo sono la conferma dei tagli Tremonti per le Università”. La lista delle contestazione della Flc-Cgil è davvero lunga. Il sindacato si scaglia anche contro “l’impedimento di chiamare i supplenti docenti se non per assenze di due giorni come negativo è l’impedimento di conferire supplenze ai collaboratori scolastici se non dopo 7 giorni di assenza, agli assistenti amministrativi se non in scuole con meno di 3 unità di personale e agli assistenti tecnici mai. Per le scuole paritarie invece le risorse sono state trovate. Ad ogni risorsa sottratta corrisponderà una prestazione eliminata o peggiorata”.

L’epilogo è inevitabile: se queste misure saranno confermate anche dal testo in uscita dal Consiglio dei Ministri sarà ancora più palese l’incoerenza del governo Renzi: tagli lineari e finanziamenti di alcune voci senza stanziare risorse fresche, ma con il solito gioco delle partite di giro. Con i Governi Berlusconi e Monti pensavamo di aver toccato il fondo. Evidentemente ci eravamo sbagliati.  Adesso tutti in piazza il 25 ottobre alla manifestazione promossso dalla Cgil e a quella unitaria dell’8 novembre. Andremo avanti con le lotte fino allo sciopero”.

Davvero pessimo è anche il giudizio della Gilda degli insegnanti, secondo cui “sarebbe intollerabile impiegare a costo zero i commissari interni per la Maturità. Secondo le anticipazioni riguardanti la Legge di Stabilità approvata ieri sera dal Consiglio dei Ministri, il Governo risparmierebbe 147 milioni di euro modificando l’Esame di Stato ma sulle spalle, ancora una volta, dei docenti”.

“Non è possibile che l’assunzione dei precari, cosa buona e giusta alla quale però il Governo è costretto dalla Corte di giustizia europea, debba essere pagata prima dal taglio degli scatti di anzianità e delle supplenze e adesso anche dalla modifica dell’esame di Maturità. Gli insegnanti impegnati nelle commissioni dovrebbero dunque lavorare senza ricevere alcun compenso aggiuntivo o indennità, mentre una parte dei soldi così risparmiati, ben 200 milioni, verrebbe destinata alle scuole paritarie”, conclude la Gilda.

Critica anche la Uil Scuola: “Siamo di nuovo ad una ingiusta, doppia penalizzazione per insegnanti e personale della scuola: blocco del contratto e blocco degli aumenti di anzianità. Nessun aumento, né per presunti pigri, né per presunti meritevoli fino al 2019”  commenta Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola.

Anche la Cisl Scuola attacca: “Che in una manovra da 36 miliardi non si trovi nemmeno un euro per rinnovare contratti di lavoro fermi da oltre sei anni non è solo un’ingiustizia per milioni di lavoratori e per le loro famiglie, è anche il segno di un’evidente incapacità di cogliere l’importanza e il valore del lavoro pubblico per la collettività. Salute, sicurezza, istruzione e ricerca, previdenza, rete dei servizi territoriali, sono ambiti essenziali in cui si esprime e si esercita il diritto di cittadinanza e si costruisce comunità rafforzando la coesione sociale. Si rafforzano dunque le ragioni che hanno indotto il pubblico impiego a indire la manifestazione nazionale dell’8 novembre come primo atto di un percorso di mobilitazione volto a cambiare la manovra del governo e a rinnovare i contratti del lavoro pubblico” – dichiara Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola

Duro anche l’Anief. Se la Legge di Stabilità dovesse essere approvata in Parlamento così come è stata licenziata nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri, la qualità della Scuola italiana scenderà ancora di almeno un gradino: mentre il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, rilascia dichiarazioni trionfalistiche, giudicando la manovra di bilancio statale una “svolta storica” e un “grosso investimento sul capitale umano del paese”, stanno man mano giungendo notizie di conferma sui temuti tagli all’Istruzione pubblica che porteranno i nostri istituti scolastici al collasso. Particolarmente grave ed inaspettata è l’abrogazione di esoneri e semiesoneri per i collaboratori del dirigente scolastico: dal 1° settembre 2015, in pratica, su 8.400 scuole autonome complessive, ben 1.200, attualmente in reggenza, affidate in pratica al dirigente scolastico di un altro istituto, saranno private anche del responsabile di sede. “Anziché valorizzare questo ruolo, incentivandolo e prospettando forme di carriera, – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo ConfedIr – il Governo decide di far tornare in classe tanti docenti che per anni hanno assolto questo compito, caricandosi peraltro di responsabilità enormi in cambio di davvero poco. Sono evidenti, quindi, le ricadute negative sull’organizzazione scolastica e sui tanti plessi che rimarranno privi dell’unico elemento lavorativo con capacità decisionale”.

“Realizzare un Esame di Stato con tutti i commissari esterni è un tentativo già fallito – sostiene ancora il presidente Anief – e che ora, per il solo motivo di risparmio, si sta ripetendo. È evidente che si vuole trasformare la maturità in una farsa. E, probabilmente, giungere poi all’eliminazione del valore legale del titolo di studio. Come è evidente – continua Pacifico – che tagliare altri 2mila amministrativi, tecnici e ausiliari significa esporre la funzionalità delle nostre scuole ad ulteriori inefficienze organizzative, tecniche, di pulizia e di sorveglianza. Le stesse che si riscontreranno, a livello didattico e soprattutto nelle scuole materne e primarie, a seguito della mancata possibilità di nominare il supplente per un solo giorno: ledendo, in un solo colpo, diritto allo studio e sorveglianza degli alunni. E anche la loro sicurezza, laddove le scuole saranno costrette a dividere gli alunni senza docente nelle altre classi”.

“Le uniche buone notizie – conclude Pacifico – giungono dallo stanziamento dei fondi, previsti della stessa Legge di Stabilità, che arriveranno per il potenziamento dell’alternanza scuola lavoro, da tempo caldeggiato dall’Anief-Confedir, e dall’assunzione di quasi 150mila docenti, in prevalenza dalle GaE. Gli stessi, però, che la Corte di Giustizia europea si appresta a chiedere di assumere al nostro Governo, attraverso l’attesa sentenza del prossimo 26 novembre”.