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Legge di Stabilità, via libera da Bruxelles

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La notizia non è ufficiale, ma poco ci manca. Secondo indiscrezioni provenienti da Bruxelles, l’Unione europea avrebbe dato il via libera alla Legge di Stabilità italiana del 2015.

Dall’Ue, scrivono anche le agenzie di stampa, si “invita Roma ad andare avanti nelle riforme”: quindi Bruxelles “non farà partire alcuna procedura e riconoscerà che nel 2014 ci sono state ‘circostanze eccezionali’. A marzo un nuovo esame per Italia, Francia e Belgio”.

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Dal Governo arrivano indicazioni, ovviamente, positive su queste indiscrezioni: “Credo, queste sono le notizie informali, che venga apprezzato l’impegno che l’Italia sta mettendo a 360 gradi, e quindi che si possa proseguire tranquillamente sulla manovra che abbiamo presentato”, ha detto a Firenze il ministro per le riforme Maria Elena Boschi.

Quindi, la manovra prosegue l’iter: martedì riprendono le votazioni in commissione, poi il testo arriverà il 27 in Aula a Montecitorio. Per la scuola, ricordiamo, ci sono buone e cattive notizie. I tagli – oltre 2mila Ata, niente più esoneri finanziati dal Mef per vicari dei dirigenti scolastici, la “stretta” sulle supplenze brevi, e altri ancora – sono contenuti nell’articolo 28 della bozza approvata da CdM e Quirinale. Gli investimenti, invece, – riguardanti quasi 150mila docenti da assumere e il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, per un investimento iniziale di 1 miliardo e successivo di 3 – si trovano nell’articolo 3.

 

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Il via libera dell’Unione europea, sul progetto normativo iniziale, fa supporre che però non ci si discosterà molto dalle indicazioni iniziali: introdurre o cassare elementi importanti di quel testo, su cui sarebbe arrivato l’ok di Bruxelles, farebbe cadere tutto il castello. Per chi sperava di introdurre delle modifiche – viene subito in mente la ciambella di salvataggio per i ‘Quota 96’ ancora rimasti incastrati – non è una buona notizia.

 

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