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Aggiornato il 08.08.2025
alle 17:09

L’estate non è solo divertimento: migliorano in italiano e matematica gli alunni bes che vanno a scuola e svolgono attività cooperative, ludiche e all’aperto

Diventa sempre più difficile da inquadrare il dibattito sull’opportunità di svolgere attività didattico-formative anche d’estate: da una parte ci sono diversi pediatri e pedagogisti, come Daniele Novara, iper-contrari alla ripetizione meccanica derivante dal realizzare schede, esercizi e ripassi e invece favorevoli ad esperienze più pratiche e dirette, dall’altra i promotori della didattica tradizionale da promuovere come si fa da settembre ad inizio giugno; in mezzo vi sono i sostenitori di un’educazione decisamente più moderna e alternativa, come Italo Fiorin e Vincenzo Schettini; c’è poi chi crede – sempre durante il lungo periodo delle vacanze estive – nel mescolamento dell’apprendimento tradizionale, soprattutto per recuperare le carenze in determinate discipline, con quello di tipo cooperativo, ma anche con il gioco e l’educazione all’aperto.

A promuovere questo genere di formazione sono Save The Children e Fondazione Agnelli, che per sostenere la loro tesi hanno reso pubblici i risultati del progetto ‘Arcipelago Educativo’, promosso in diverse città italiane con oltre 1.000 alunni coinvolti, in primis per contrastare la perdita d’apprendimento: i ragazzi, spiegano, “hanno mostrato effetti positivi sia in matematica sia in italiano”, due discipline che secondo l’Invalsi rappresentano scogli non indifferenti per molti alunni, “con esiti anche più accentuati nei bambini più piccoli (scuola primaria) e tra chi ha bisogni educativi speciali”.

Il progetto di Save The Children e Fondazione Agnelli, come abbiamo già avuto modo di scrivere, prevede azioni mirate a favore di studenti delle primarie e medie con situazioni di svantaggio, in particolare in territori più carenti di opportunità educative, non solo al Sud.

L’attività ‘Arcipelago Educativo’ ha coinvolto diverse città e località, come “Ancona, Aprilia, Bari, Marghera, Milano, Napoli, Palermo, Rosarno, Torino” e secondo i promotori “la valutazione dei risultati costituisce un fondamentale punto di riferimento nel settore per il contesto italiano, finora poco studiato rispetto al mondo anglosassone e al nord Europa”.

Il documento “Starting the School Year on the Right Foot: Effects of a Summer Learning Program Targeting Vulnerable Students in Italy” redatto da Davide Azzolini, Martina Bazzoli, Sergiu Burlacu ed Enrico Rettore è stato anche pubblicato sulla rivista scientifica Educational Researcher.

L’edizione di ‘Arcipelago Educativo’ presa in esame nello studio – spiegano ancora gli organizzatori – è stata quella dell’estate 2022, significativa per i periodi Covid che hanno caratterizzato i calendari scolastici.  Il progetto ha offerto ai bambini laboratori didattici di gruppo progettati per sviluppare la socialità e gli apprendimenti attraverso l’educazione tra pari, l’apprendimento cooperativo, il gioco e l’educazione all’aperto, con una durata complessiva di 88 ore, incluse due giornate di uscite didattiche. Ma anche 12 ore di tutoraggio personalizzato a gruppi di due o tre bambini per il recupero di competenze di base.      

Ebbene, al rientro a scuola a settembre, gli alunni che avevano partecipato al programma estivo hanno mostrato apprendimenti sistematicamente superiori ai coetanei che non avevano partecipato al programma sia per l’italiano (+7%) che per la matematica (+4%). Tali effetti si sono manifestati a seguito di due dinamiche opposte.

Da un lato, nel gruppo di non partecipanti si è registrato un calo degli apprendimenti durante l’estate, particolarmente accentuato in matematica, e, dall’altro, un contestuale guadagno di apprendimenti si è osservato nel gruppo dei beneficiari durante i mesi estivi, in questo caso soprattutto in italiano.

Dai risultati ottenuti de Save The Children e Fondazione Agnelli, insomma, sembrano emergere delle conclusioni che non danno adito a dubbi: l’estate è fatta per vivere esperienze diverse, possibilmente viaggiare e conoscere persone nuove, ma senza mai mollare del tutto le possibilità di apprendimento, anche di tipo alternativo o ludico. Per concludere, le esperienze formative estive dovrebbero essere praticate soprattutto da alunni e studenti con bisogni speciali o con livelli di apprendimento al di sotto della media.

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