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Lettera aperta alla docente sanzionata a Palermo

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Cara professoressa, dopo aver visto il suo video e ascoltato le sue dichiarazioni sento il bisogno di esprimerle la mia vicinanza e la solidarietà della Flc Cgil di Vicenza.

Pensare che Lei abbia delle responsabilità in questa vicenda è assurdo e inverosimile.
A mio/nostro parere a lei si può riconoscere il merito di aver svolto bene il suo lavoro, di ave raggiunto l’obiettivo che la Scuola della Costituzione si propone, formare cittadini
consapevoli e capaci di autodeterminarsi.

A Lei è dovuta la nostra stima e il nostro riconoscimento, in quanto compito di ogni docente è quello di accompagnare i ragazzi lungo il loro percorso di crescita umana e professionale e di promuovere lo sviluppo della loro personalità.
E lei con il suo contributo personale e la sua professionalità, a nostro avviso, è riuscita
nell’intento.

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Oggi abbiamo avuto la conferma, seppure non abbiamo mai smesso di crederlo, che il
modello di Scuola della Costituzione è, comunque, quello vincente. E lei ne ha dato la prova.

I suoi ragazzi hanno dimostrato che la Scuola Pubblica Statale svolge bene il suo ruolo e la sua “missione”; nonostante le difficoltà di questi anni. Il provvedimento nei suoi confronti è irriverente e incoerente.

Le parole del Ministro dell’Istruzione e del sottosegretario Giuliano ne sono la prova.
Ad oggi non si è capito bene da dove è partito l’ordine di avviare il procedimento, sebbene il provveditore di Palermo abbia affermato di avere agito con coscienza.

Assistiamo ad un rimbalzo di responsabilità poco edificante soprattutto se pensiamo al vuoto che il clamore sollevato rischia di lasciare nei nostri ragazzi, le uniche vittime di questa nefasta vicenda. La coerenza educativa è quello che noi insegnamo ai nostri giovani.

Ma quale coerenza c’è in tutto questo? Qual è il messaggio che passa se non saranno fornite delle spiegazioni convincenti? Cosa penseranno i nostri giovani di noi e di ciò che
trasmettiamo?

Come si possono compiere azioni e gesti, usare slogan, atteggiamenti, parole che inneggiano a certe epoche storiche e poi pensare che tutto questo non produca effetti sulle “teste pensanti” dei nostri ragazzi?

Ci chiediamo se la propaganda politica degli ultimi tempi sia frutto di scelte consapevoli
oppure si tratta di gesti inconsulti e irresponsabili a cui si cerca di rimediare con la censura.

Cara professoressa, nel rinnovarle la nostra stima, ci auguriamo che al più presto vengano
prese delle decisioni in merito e siano chiarite le responsabilità di chi ha agito in modo
arbitrario e in violazione degli articoli 21 e 33 della Costituzione.

Le diciamo che come cittadini italiani non possiamo accettare che questa vicenda si concluda con delle semplici scuse, sarebbe riduttivo e banale.

Per restituire la serenità a Lei e a seguire a tutti i docenti italiani che ogni giorno entrano in classe e svolgono al meglio il loro lavoro e per ridare fiducia ai ragazzi affinchè continuino a credere nel loro futuro, chiediamo a chi ha delle responsabilità in questa vicenda che tragga le logiche conclusioni.

Qualora questo non dovesse avvenire in tempi brevi e con le giuste modalità , nei prossimi giorni saremo pronti a scendere nelle piazze e mobilitarci in tutte le sedi per rivendicare la libertà di espressione, di pensiero e di insegnamento.

Le rivolgo un caro augurio per un immediato ritorno a scuola dai suoi alunni.
Viva la Scuola Pubblica italiana! Viva la Costituzione!

 

Carmelo Cassalia