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Aggiornato il 01.10.2017
alle 18:17

Lettera da “un ramo secco di terza fascia”

 

Alla cortese attenzione del Sig. Renzi

Ho cinquant’anni, faccio l’insegnante e mi trovo in terza fascia, graduatoria d’istituto. Dopo essere stato assunto dall’oggi al domani, come succede con i supplenti temporanei,sono anche stato lasciato a casa, sempre dall’oggi al domani, come succede con i supplenti temporanei.

Un trattamento che neanche nella peggior agenzia interinale succede! Fortunatamente sono stato subito richiamato da un altro istituto e adesso sono in servizio per 18 ore settimanali e, a parte il fatto che gli stipendi sono arrivati con mesi di ritardo, finalmente mi ritrovo a fare il lavoro che amo.

Ho atteso due anni la riapertura delle graduatorie ma non ho fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo per l’assunzione in servizio, che mi sono ritrovato a essere ramo secco, da tagliare, estirpare, come uno dei maggiori mali della scuola italiana, in quanto appartenente alla terza fascia.

Disponibili sempre, pagati quando la burocrazia lo permette e, dulcis in fundo, tutti a casa.

Finora siamo andati bene al mondo della scuola per supplire alle mancanze di organico, ora ci “meritiamo” di essere lasciati sulla strada! I “lebbrosi e gli appestati” della scuola!

 

Carica onorifica: RAMO SECCO DI TERZA FASCIA

 

P.S. Sottovoce e senza arroganza, Le consiglierei di scegliersi sottosegretari laureati e non fuori corso da cinque lustri… grazie

 

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