C’è tempo fino al 15 novembre 2026 per presentare domanda per i permessi per il diritto allo studio, le cosiddette “150 ore”, relativi all’anno solare 2027. Lo ricorda la FLC CGIL, che li definisce una significativa misura di crescita professionale.
Possono richiederli il personale docente, educativo, ATA e gli insegnanti di religione cattolica, a tempo indeterminato oppure a tempo determinato con nomina fino al 31 agosto o al 30 giugno. È necessaria l’iscrizione a corsi riconosciuti dall’ordinamento pubblico: lauree, diplomi, specializzazioni, qualifiche professionali, esami singoli e CFU, abilitazioni, master e titoli post-universitari.
La quota massima è di 150 ore annue, utilizzabili anche per il tempo necessario a raggiungere la sede delle lezioni. Per il personale in part-time o con orario inferiore a quello previsto, e per chi ha un contratto a termine, la quota è ridotta in proporzione. Il CCNL 2019-2021, all’articolo 37, affida ai contratti integrativi regionali la definizione di tipologie di corsi, criteri di fruizione, certificazioni e priorità per graduare le domande, così da soddisfare il maggior numero di richieste.
È possibile iscriversi anche a università telematiche o a corsi online, purché riconosciuti dal Ministero. I beneficiari non possono superare il 3% delle unità in servizio a livello provinciale. Chi si trasferisce o ottiene un’assegnazione provvisoria in un’altra provincia conserva le ore residue fino al 31 dicembre. Le ore rimaste dopo il conseguimento del titolo non si possono usare per un corso diverso da quello indicato nella domanda.
Per moduli, ammissioni con riserva e testi dei CCIR, la FLC CGIL rinvia agli Uffici Scolastici Regionali e agli ambiti territoriali, che possono prevedere scadenze diverse e clausole più estensive per il personale a tempo determinato. I contingenti e gli elenchi dei beneficiari saranno pubblicati all’albo degli UU.SS.TT.