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15.10.2026

Manovra 2027 pari a 23,5 miliardi: al centro la tutela del potere d’acquisto delle famiglie e l’edilizia scolastica

Giorgia Meloni, premier dal 2022 ad oggi

Il Governo è al lavoro sulla prossima Legge di Bilancio, l’ultima del Governo Meloni insediatosi nel 2022. La manovra sarà di 23,5 miliardi. Come riporta Il Corriere della Sera, è questa la cornice finanziaria disegnata dal Documento programmatico di Bilancio che il Governo ha inviato questa notte, tra il 14 e il 15 ottobre, a Bruxelles. 

Cosa dice il documento

Il Governo, a quanto si legge nel documento, pone “al centro della politica di bilancio la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti”. A famiglie e welfare saranno destinati circa 5 miliardi e alle imprese 3,5. 

La Manovra punta inoltre al “finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, quale leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese. In tale ambito, gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici”.

La risposta di Giorgetti

Il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti aveva rassicurato: nessun taglio alla scuola e alla sanità nonostante l’aumento delle spese militari. Questo il messaggio lanciato lo scorso 22 luglio, alla Camera dei Deputati, durante il question time.

“L’affermazione per cui la spesa in difesa non sarebbe conciliabile con il raggiungimento di altri obiettivi di policy deve essere smentito sulla base sia della corretta perimetrazione degli interventi e del relativo riparto su un arco temporale pluriennale, sia per il possibile ricorso a strumenti di flessibilità nei limiti consentiti dal vigente quadro di riferimento europeo”, ha detto rispondendo all’interrogazione di Avs, come riportato da Fanpage.

“Mi riferisco – ha sottolineato – non tanto al tema Safe, che è e resta un prestito, quanto alla possibilità di valutare di richiedere la clausola di salvaguardia nazionale, che dovrà essere assunta a livello parlamentare. L’Italia ha ottenuto la possibilità di utilizzare la flessibilità non solo per il settore della difesa ma anche per quello dell’energia. Così che si potrebbe ottenere una deviazione dal sentiero di spesa netta raccomandato, effettuando spesa aggiuntiva senza effettuare tagli ad altri voci del bilancio dello Stato come educazione e sanità”.

“Il Governo – ha rimarcato – non intende in alcun modo ridurre spese per l’educazione e la sanità per finanziare la difesa, tanto è vero è che qualora il parlamento concedesse la possibilità di aumentare le spese per la sicurezza e la difesa dovrà deliberare uno scostamento di bilancio”.

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