Nuovi tagli all’organico scolastico nella manovra 2027-2029. L’articolo 66, comma 5, del disegno di legge di bilancio riduce ulteriormente i posti dell’organico dell’autonomia a partire dall’anno scolastico 2027/2028, e sulla misura arriva la critica del Partito democratico.
La norma modifica il comma 828 dell’articolo 1 della legge 207 del 2024, che già stabiliva una riduzione di 5.660 posti. Dal 2027/2028 la dotazione scende di altri 4.925 posti, mentre il terzo periodo del comma prevede un’ulteriore riduzione pari a 2.049 unità, con la stessa decorrenza, senza che il testo di questa disposizione ne indichi la tipologia. Cambia anche il successivo comma 829, dove il riferimento al solo 2025 diventa un riferimento agli anni 2025 e 2027.
Secondo Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito democratico, le 2.049 unità riguarderebbero il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, per quasi 7mila posti in meno complessivi. Sommati ai tagli della manovra 2025, in due leggi di bilancio si arriverebbe a suo avviso a quasi 15mila posti. Per la parlamentare a pagare sarebbero studenti e famiglie, con meno recupero degli apprendimenti, meno contrasto alla dispersione e meno inclusione. Ricorda che due anni fa il ministero parlava di misura transitoria e che l’organico è stato reso annuale anziché triennale. Manzi sostiene: “Oggi scopriamo che il transitorio è diventato strutturale e che il taglio raddoppia”. Sulle ricadute per gli istituti aggiunge: “Meno personale Ata significa scuole meno sicure e segreterie al collasso”. Critica inoltre l’uso del calo demografico, che a suo giudizio poteva servire a ridurre gli alunni per classe, e parla di tagli lineari. E annuncia: “Presenteremo emendamenti per cancellare questa norma”.
Risparmi e margini di deroga
Il resto dell’articolo prevede che le somme derivanti dalle misure siano versate entro il 30 aprile di ogni anno all’entrata del bilancio dello Stato e restino acquisite all’erario. Le amministrazioni devono inoltre adeguare la propria dotazione organica, anche in termini finanziari, mentre le percentuali relative alle assunzioni sono fissate al 75 per cento per l’anno 2027 e al 100 per cento dal 2028. Un decreto del presidente del Consiglio potrà derogare alle regole attraverso compensazioni tra amministrazioni, a patto che i risparmi restino invariati. Trattandosi di un disegno di legge, il testo potrà ancora ccambiare durante l’esame parlamentare.