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Liceali molestate dal prof, Bianchi invia gli ispettori a Castrolibero: caso gonfiato o insabbiato?

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Una doppia ispezione. È quella che si sta effettuando in questi giorni nel Liceo scientifico “Valentini-Majorana” di Castrolibero, in provincia di Cosenza: lunedì 7 febbraio è giunta nell’istituto un’ispettrice dell’Usr della Calabria, a seguito di una relazione trasmessa all’Ufficio scolastico dalla dirigente del liceo; il giorno dopo, l’8 febbraio, dal Ministero è stato avviato un secondo accertamento e affidato, in questo caso, a degli ispettori che fanno capo all’amministrazione centrale.

La seconda ispezione

Uno sviluppo della situazione, quello dell’intervento di ispettori centrali, che era stato caldeggiato, solo poche ore fa, da Umberto Calabrone e Francesco Piro, segretari generali, rispettivamente, della Cgil e della Flc-Cgil di Cosenza.

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Entrambe le ispezioni dovranno ora accertare la veridicità delle presunte molestie che sarebbero state messe in atto da un professore nei confronti di una studentessa, che nei giorni scorsi ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Ma ad accusare il docente sarebbero anche altre allieve.

Interviene Bianchi

L’approdo al “Valentini-Majorana” di Castrolibero degli ispettori inviati da Viale Trastevere, è stato confermato dallo stesso ministro dell’Istruzione: l’ex accademico, Patrizio Bianchi, ha detto che l’ispezione servirà a rafforzare l’azione di verifica già avviata dall’Ufficio scolastico della Calabria.

“Abbiamo deciso di inviare i nostri ispettori – ha sottolineato Bianchi – per ricostruire la vicenda, nel pieno rispetto delle prerogative della magistratura”.

Il ministro ha detto anche di volere esprimere tutto il suo sostegno e la sua “vicinanza alla comunità scolastica della Calabria. Se dovesse essere confermato quanto denunciato da ragazze e ragazzi dell’istituto, sarebbe inaccettabile“.

La studentessa conferma tutto

“Ci sono professori che mi sostengono e sono pronti a testimoniare a mio favore“, ha invece dichiarato la studentessa che ha presentato formale denuncia ai carabinieri in merito alle molestie subite, facendo scattare anche l’inchiesta conoscitiva da parte della Procura della Repubblica di Cosenza.

Secondo l’Ansa, la giovane avrebbe riferito che il professore destinatario della sua denuncia le avrebbe chiesto foto per ottenere la sufficienza in matematica e fisica, le materie che insegna.

“Valentini-Majorana” ancora occupato

Sarebbe anche confermata l’occupazione, per protesta, del liceo calabrese, dove si sarebbero consumate le molestie, messa in atto da un gruppo di studenti proprio per tenere alta l’attenzione sull’accaduto.

I giovani chiedono chiarezza e concretezza per sospendere la loro protesta e riferiscono che consegneranno simbolicamente le chiavi della scuola soltanto agli ispettori ministeriali, che, secondo quanto si é appreso, dovrebbero arrivare a Castrolibero già la mattina del 9 febbraio.

Il presidente Occhiuto: se è tutto vero forti provvedimenti

Intanto, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha definito la vicenda “davvero sconvolgente”, aggiungendo che quanto sarebbe accaduto “va approfondito nel più breve tempo possibile. Se i fatti in questione fossero accertati, si dovrà agire con decisione e prendere provvedimenti disciplinari, amministrativi e giudiziari adeguati”.

Le deputate Pd: siamo scosse

Invece, le deputate del Pd hanno presentato al ministro Bianchi un’interpellanza urgente che sarà discussa venerdì 11: “Quanto sarebbe accaduto – hanno affermato – è terribile e sconcertante. Una storia che ha scosso tutte noi”.

La Conferenza delle donne democratiche della Calabria ha annunciato che farà di tutto perchè “nulla sia insabbiato e ognuno si assuma la propria responsabilità”.

Fratelli d’Italia: anni di omissioni e reticenze

Intanto, Cinzia Pellegrino ed Eleonora Dimizio, coordinatrici nazionale e regionale della Calabria del Dipartimento “Tutela vittime” di Fratelli d’Italia, ritengono che quanto sta accadendo nel liceo del cosentino sia “reso ancor più grave dall’atteggiamento della dirigente, che ha scelto sempre la strada del silenzio, insabbiando tutto per salvare il buon nome della scuola”.

“Ci auguriamo che al più presto le indagini facciano luce su questi fatti gravissimi e su anni di omissioni e reticenze. Nel frattempo – concludono – è più che auspicabile che si proceda al commissariamento dell’Istituto.

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