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Liceo occupato dopo la denuncia delle alunne: “Via il prof molestatore dalla scuola”

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Una storia di molestie, di omertà e di proteste arriva da Castrolibero, in provincia di Cosenza. Il liceo Valentini-Majorana è infatti stato occupato da alcuni studenti per ottenere l’allontanamento di un professore.

Ne parla ‘Repubblica’ questa mattina. Secondo le diverse testimonianze che si sono succedute nei giorni, riportate dal quotidiano, il docente è stato protagonista di molestie nei confronti di 12 (fino ad ora) studentesse. Palpeggiamenti, frasi sessiste, allusioni sessuali ai danni delle proprie alunne, ma anche molestie a distanza in chat e richieste di foto intime. Queste sono alcune delle accuse che le studentesse rivolgono al prof. Si tratta anche di ragazzine di 14 anni. Tra i metodi del docente c’era quello di sedersi accanto alla studentessa per spiegare la lezione ma nel frattempo cercare il palpeggiamento o ricattare le stesse di mettere un’insufficienza.

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Le confessioni sono arrivate recentemente grazie a una studentessa di 21 anni (già al liceo di Castrolibero) che si è trasferita al Nord e ha creato una pagina Instagram diventata pian piano il contenitore dei racconti delle alunne dell’istituto. Alcune di loro sono state costrette a cambiare scuola.

Da qualche giorno il liceo è occupato con i ragazzi che dormono in palestra e si radunano in Aula Magna. La loro richiesta è che quel professore venga allontanato.

Sempre La Repubblica scrive che il dito è puntato soprattutto verso la dirigente dell’istituto che secondo alcuni studenti, sapeva degli episodi, ma li nascondeva per salvare l’immagine della scuola, con velate minacce verso le studentesse che denunciavano. “Ha imposto una dittatura sull’abbigliamento, sono vietati i jeans strappati”. Ma il problema non è certo risolto.

Il quotidiano scrive ancora che la stessa dirigente, saputo del palpeggiamento del prof, si sarebbe limitata a spostarlo di plesso, con la possibilità di operare lo stesso trattamento ad altre giovani: frasi e allusioni in classe che legittimavano gli studenti maschi a offendere le ragazze e nascoste dietro uno “state allo scherzo”.

Queste le accuse. Certamente, si tratta di argomenti che necessitano di discrezione e riserbo: al momento, inoltre, non si sa se è stato avviato un procedimento disciplinare contro il docente.

E nello stesso istituto calabrese si è consumata, alcuni mesi fa, una vile aggressione nei confronti di un ragazzo, picchiato e insultato, nell’indifferenza generale.