La situazione di cui parla questa nostra lettrice, purtroppo, esiste. Le ragioni sono tante. Una su tutte: le migliori leggi e le migliori riforme non bastano se poi TUTTI i soggetti coinvolti non lavorano, ciascuno secondo le proprie competenze, per attuarle e realizzarle. Un’altra ragione non secondaria è che ormai la figura dell'”ispettore scolastico” è scomparsa da tempo. Decenni fa il “corpo ispettivo” nazionale doveva produrre annualmente un rapporto al Ministro sulla stato della scuola. Il rapporto veniva pubblicato addirittura nel Bollettino ufficiale del Ministero e inviato a tutte le scuole. Di sicuro la situazione descritta nella lettera non fa il bene della scuola pubblica e per questo motivo tutti dovrebbero sentirsi impegnati ad intervenire. (R.P.)
Si fa presto a dire INCLUSIONE nella scuola pubblica italiana. Per la maggior parte dei professori dei licei statali (quelli ai primi posti nelle classifiche di Eduscopio, per intenderci), poco abituati ad avere a che fare con studenti con DSA, è solo una parolina che dev’essere inserita per forza nel PTOF e che costringe a stendere il piano per l’inclusione. Per alcuni, addirittura, le certificazioni per DSA sono scuse che trovano i genitori per far ottenere ai propri pargoli buoni voti facendoli studiare di meno…
La cosa sconvolgente è l’IGNORANZA che regna sovrana in certe scuole ‘eccellenti’ dove gli studenti con DSA sono fastidiosi come zanzare e da allontanare prima possibile, perché la loro didattica è immodificabile e il livello della classe molto alto. Pur avendo firmato il PDP (Piano Didattico Personalizzato), spesso senza aver letto la Diagnosi, l’INCLUSIONE dello studente con DSA significa:
Altre prassi didattiche, scorrette in generale e fonte di ansia esagerata per studenti con DSA sono:
In certe scuole, in barba alla legge 170 e al PDP firmato (che diventa un incubo per lo studente) ci si basa sulla buona volontà del singolo docente quando invece l’approccio all’INCLUSIONE, per funzionare, dev’essere COLLEGIALE.
Alcuni professori, piuttosto che adeguare la propria ‘sacra’ didattica e comprendere le difficoltà del ragazzo, consigliano l’iscrizione ad istituti tecnici o professionali. E io, al contrario, suggerirei loro di insegnarvi per 2/3 anni in modo da imparare davvero che cosa sono i Disturbi dell’Apprendimento. Quindi al liceo gli studenti con DSA non devono iscriversi? Se accade, questi professori, col loro approccio punitivo e umiliante, abbassano talmente tanto il senso di autoefficacia e l’autostima dei loro studenti da costringere al cambio di scuola. Hanno vinto loro!? No, non ha vinto nessuno.
Attenzione, i professori la cui strategia è quella di far scappare da quei licei gli studenti con DSA saranno dispiaciuti del fatto che in questa lettera non ci sia il nome della/e scuola/e perché eviterebbe l’iscrizione ad altri ragazzi con la loro caratteristica, eliminando così il problema alla radice. Bella la vita dei licei statali ‘eccellenti’ e… dei loro insegnanti!
Lettera firmata