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Lo psicologo vicino al cittadino

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Questo documento è a cura di un gruppo di psicologi operanti in Campania, Lazio e Toscana ed è indirizzato e inviato al Ministero della Sanità, del Lavoro, degli Affari Regionali e all’ANCI per proporre al Governo e alle Regioni un rilancio dell’assistenza psicologica in Italia.

Lo Psicologo non ha una presenza capillare nel Sistema Pubblico e la sua inclusione come professionista sanitario in équipe multiprofessionali, operanti sul territorio, è assente benché l’assistenza psicologica sia prevista tra i diritti del cittadino da normative nazionali, raccomandazioni e linee guida come un’assistenza di tipo essenziale.

I dati del 2018 mostrano che solo il 20% degli Psicologi italiani lavora con contratti strutturati e in convenzione nel Sistema Sanitario Nazionale e, nello specifico dell’ambito scolastico, gli Psicologi operano con discontinuità, tempistiche e fondi vincolati ai progetti di inclusione, potenziamento delle abilità trasversali di alunni e docenti e di sportelli ascolto. Appare evidente che i numeri estremamente ridotti degli Psicologi impiegati nel Sistema Sanitario Nazionale non consentono di rispondere a quanto previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA 2017) ed è ancor più vero nel caso dell’Assistenza Psicologica a Scuola poiché lo Psicologo non è istituito come figura in organico, nonostante sia depositati in parlamento numerosi documenti riguardanti l’istituzione dello Psicologo Scolastico (ultima proposta di legge presentata nel Dicembre 2018), ed è chiamato ad operare con una serie di limitazioni che rischiano di non generare cambiamento e benessere.

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Il quadro appena descritto peggiorerà a seguito della Pandemia da Covid-19, considerando l’aumento di nuove psicopatologie e l’acuirsi di quelle già diagnosticate. L’assenza di assistenza sanitaria psicologica spinge i cittadini a fare ricorso esclusivamente a percorsi privati (che non tutti possono permettersi) o ai soli psicofarmaci per tentare di alleviare le proprie sofferenze, senza pensare che tali scelte portano spesso solo effetti a breve termine e non risolvono il problema, in alcuni casi divenendo “schiavi” del farmaco (ansiolitici e antidepressivi, costo del 6,5% a carico dello Stato – dato AIFA). Gli alunni hanno sofferto l’isolamento dovuto al lockdown: l’impossibilità di frequentare i compagni di classe o di scuola, di confrontarsi con loro e con i docenti nell’apprendimento; la difficoltà nella gestione di un nuovo modo di fare didattica (mediante la Didattica a Distanza) e l’assenza di confine tra l’impegno scolastico (che per bambini e ragazzi è l’equivalente dell’impegno lavorativo per gli adulti) e la vita personale e familiare. Allo stesso modo hanno vissuto difficoltà e sofferto grossi carichi emotivi e lavorativi i genitori e i docenti.

Eppure, nel corso degli ultimi 10 anni, sono state approvate una serie di normative nazionali che prevedono, come atto dovuto, lo Psicologo. Tra le tante, il più recente Decreto Calabria nel 2019 prevede lo Psicologo delle Cure Primarie, nonché lo “Psicologo di famiglia” che dovrebbe lavorare in collaborazione con Medici di famiglia e ai Pediatri di libera scelta. Infatti, come emerso da numerosi studi, tra i più recenti quello dell’Istituto Piepoli per il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) secondo cui 8 cittadini su 10 chiedono assistenza psicologica accessibile a tutti economicamente e presente sul territorio (presso ASL, Medici di Famiglia, Scuola e luoghi di lavoro), il più vicino possibile alla cittadinanza. Basandosi su questi dati e su altri studi che mostrano l’effetto positivo dell’assistenza psicologica sul sistema immunitario, nonché il positivo impatto sulla spesa pubblica (Lazzari 2016; Riva & Mazzoni 2019; Lazzari & Bottaccioli, 2012), il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi – Dott. David Lazzari, ha offerto la sua competenza e proposto al Ministro della Salute On. Roberto Speranza, una linea di lavoro che prevede maggiormente e in modo stabile lo Psicologo nel SSN e nella Scuola, che consenta a tutta la cittadinanza di accedere alle cure psicologiche di cui ha diritto, esattamente come accade per le cure fisiche.

Chiediamo:

  • La modifica al Decreto Legge “Rilancio” per includere lo Psicologo in équipe territoriali cosicché possa operare al fianco di Medici e Pediatri, Infermieri e Assistenti Sociali per garantire assistenza psicologica ai cittadini contagiati, a cittadini non contagiati per la gestione di difficoltà di vita quotidiana generate dalle restrizioni da Covid-19 ma anche alla cittadinanza con fragilità, condizione aggravatasi con l’emergenza in corso. Ciò in attesa che ogni cittadino abbia a sua disposizione lo “Psicologo di famiglia”;
  • Assunzioni nel Sistema Sanitario Nazionale di Psicologi e Psicologi – Psicoterapeuti (legge 56/89) in modo da coprire le attuali carenze e offrire assistenza psicologica al personale sanitario impegnato nell’emergenza, ai cittadini ricoverati e alle loro famiglie, come predisposto dal Decreto Legge “Cura Italia”, rimasto inapplicato;
  • Incremento delle collaborazioni libero professionali per psicologi nella scuola, in tutti i gradi di istruzione, per fornire assistenza ad alunni e personale scolastico, nei tribunali, nelle carceri, nelle forze armate e dell’ordine e nei luoghi di lavoro come le Aziende;
  • Bonus per i cittadini da utilizzare con Psicologi – Psicoterapeuti liberi professionisti per supporto psicologico e psicoterapia nell’emergenza sanitaria attuale.

Sara Di Bonito, Lorena Esposito, Carmela Morelli
Flavia Sisillo, Valerio Imondi,  Cipriana Mengozzi

 

 

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