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“Lo sciopero degli scrutini? È un atto criminale, servono punizioni disciplinari ed economiche”

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Lo sciopero degli scrutini? È un atto criminale, che produce danno alla scuola e alla sua utenza, che quindi meriterebbe punizioni esemplari verso chi lo adotta. È questa la sintesi della conferenza stampa allestita l’11 giugno a Palazzo Madama sul disegno di legge 1934 dall’associazione studentesca StudiCentro, alla presenza dei capogruppo di maggioranza Ettore Rosato (PD) e Maurizio Lupi (AP).

“Riteniamo criminale il blocco degli scrutini che mette in difficoltà milioni di famiglie, nonché quei docenti e dirigenti scolastici che vogliono assolvere ai propri doveri”, ha detto Virgilio Falco, presidente nazionale di StudiCentro durante la conferenza stampa.

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Poi la richiesta, su cui in tanti non si troveranno d’accordo: “chiediamo al governo, di mettere in atto tutte le misure possibili per il ripristino della legalità, prendendo anche in considerazione provvedimenti disciplinari e economici per chi sequestra la pagella degli studenti italiani”.

 

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Ora, non è di certo nostra intenzione entrare nel merito di certe affermazione, ma francamente non ci risulta, norme alla mano, che uno sciopero possa essere considerato alla stregua di un atto illegale. Semplicemente perchè, dal momento che è stato autorizzato dalle autorità competenti, la sua adesione è un atto privo di alcuna connotazione giuridicamente negativa.

E, di conseguenza, aderire allo sciopero degli scrutini (su cui il garante degli scioperi ha dato il via libera), non può di certo essere motivo di provvedimenti disciplinari e di sottrazione di una parte, anche simbolica, dello stipendio (eccetto la normale trattenuta corrispondente all’arco di tempo nel quale si è scioperato).

Anche l’individuazione del governo, come organismo deputato ad assegnare queste “punizioni” (ammesso che via sia un fondamento) appare a dir poco approssimativa: come indicato, nella stessa giornata, dalla Flc-Ccgil di Venezia è “l’Autorità di garanzia sugli scioperi che si pronuncia sulla legittimità degli scioperi proclamati dai sindacati. E in questo caso l’Autorità ha dichiarato legittimo lo sciopero”. Punto.

 

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