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“Liberi di scegliere”, la nuova legge contro la criminalità organizzata e l’evasione scolastica (cresciuta e maturata a Catania)

Un detto correntemente evocato afferma che ogni progetto cammina sulle gambe delle persone. Mai come nel caso della Legge n. 131 del 17 luglio 2026, rubricata come “Misure per la protezione e l’assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata”, conosciuta come “Liberi di scegliere”, fotografa la realtà di questa legge recentemente approvata. Legge che ha avuto un percorso lungo ma pieno di gratificazione e segnato da chi ha fatto del suo impegno professionale un impegno di vita: Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale dei minorenni di Catania. Un impegno che, dal Tribunale di Reggio Calabria, ha continuato presso il tribunale di Catania.

L’impegno per contrastare l’evasione scolastica

Ricordo quando, nel periodo della didattica a distanza, è stato avviato il dialogo con le scuole attraverso un primo collegamento da remoto nel quale il Di Bella ha presentato con lucidità e fermezza, nella mia scuola, il progetto. Fin da subito ha richiamato i dirigenti scolastici, e tutto il personale scolastico, ad un maggiore impegno per contrastare l’evasione scolastica da parte di tutti gli alunni, ma soprattutto di quanti provenivano da ambienti segnati da fenomeni di devianza e in cui i principi e riferimenti culturali non consentivano loro di affrancarsi per un percorso di vita alternativo.

Il ruolo della scuola come “cassa di risonanza”

Diverse in questi anni sono state le iniziative che hanno visto il crescere e moltiplicarsi sia del movimento di opinione che di consapevolezza attorno al fenomeno del recupero degli alunni dalla morsa dai fenomeni di devianza in genere ma soprattutto della criminale organizzata. Sempre più la scuola è stata coinvolta e chiamata a fare da cassa di risonanza, assieme alle diverse associazioni e soggetti istituzionali coinvolti nei diversi protocolli, (che in questi anni sono stati sottoscritti) affinché i principi e gli obiettivi del “Protocollo Di Bella” fossero diffusi ed applicati.

La devianza giovanile e le iniziative della Regione

Nel testo di legge, infatti, i dirigenti scolatici, e quindi la comunità scolastica, rientra a pieno titolo tra quei soggetti che hanno il compito di “segnalare” i casi di minorenni esposti a fenomeni di devianza su cui attivare le procedure di intervento previste dalla legge. Il percorso della legge ha visto, dall’insediamento del dottor Di Bella presso il Tribunale dei minorenni, non solo la sottoscrizione di protocolli di legalità supportati da interventi specifici ma anche l’approvazione nel mese di maggio 2025, da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana, del disegno di legge “Liberi di scegliere”, ispirato al protocollo di lavoro ideato dal giudice Di Bella.

La cornice giuridica e la responsabilità sociale

Un’azione professionale che gratifica e rende onore a lui e a quanti hanno contribuito al raggiungimento di questi obiettivi. Ci si augura che, adesso che la cornice giuridica è stata costruita, che possa essere costruita anche una nuova realtà sociale fatta di responsabilità, consapevolezza, riscatto e rinascita non solo dei minori ma anche delle comunità locali e di quelle scolastiche.

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