Home Archivio storico 1998-2013 Estero Lussemburgo, per i prof stipendi da favola

Lussemburgo, per i prof stipendi da favola

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  • GUERINI
Siamo veramente i parenti poveri nel grande consesso dei Paesi più sviluppati, almeno per quanto riguarda la considerazione sociale di cui godono i docenti e il relativo stipendio che ogni mese percepiscono. La recente tornata contrattuale non è servita granché a far risalire l’Italia in questa speciale classifica, da qualche mese aggiornata e rianalizzata nell’ultimo rapporto dell’Ocse, che la vede agli ultimissimi posti, in barba alle roboanti dichiarazioni d’intenti che da destra a sinistra pretendono di rassicurare i docenti sul prossimo adeguamento dei loro stipendi.
L’Ocse – lo ricordiamo – è l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, un organismo che comprende 31 Paesi, europei in massima parte ma anche extraeuropei come Stati Uniti, Messico, Giappone, Corea del Sud. In cima alla graduatoria, benevolmente invidiati da tutti gli altri colleghi, vivono e lavorano felici i docenti lussemburghesi, che possono contare, a fine carriera, su uno stipendio che farebbe invidia a un manager: pensate un po’, 120.000 dollari annui! Neanche gli svizzeri se la passano poi tanto male, dato che occupano stabilmente il secondo posto in classifica con circa 76.000 dollari, mentre in Germania – paese che offre i salari iniziali più alti – un maestro all’inizio della carriera percepisce uno stipendio niente male di circa 38.000 dollari. I docenti italiani, come ben sappiamo, viaggiano mestamente nel penultimo vagone di questo treno (un docente di liceo a inizio carriera supera di poco i 19.000 dollari), seguiti soltanto da Polonia, Messico, Repubblica Ceca, Islanda e Turchia.