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M5S frena sulla scuola digitale

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Il M5S annuncia che  fra due settimane verranno presentati gli esiti della ricerca condotta dal sociologo Domenico De Masi sul tema “Cultura 2030. Come evolverà la cultura nel prossimo futuro”.

M5S: non basta l’hardware

Sulla ricerca sapremo qualcosa di più nei prossimi giorni, per adesso abbiamo a disposizione il commento generale di due parlamentari del M5S, il deputato Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura della Camera, e la senatrice Michela Montevecchi che affermano che non basta fornire hardware alle scuole perché ai giovani  servono strumenti culturali potenti per comprendere la realtà.
Francamente le dichiarazioni dei due parlamentari appaiono un po’ in controtendenza rispetto alla posizione finora mantenuta sull’argomento dal M5S.
Come è noto il Movimento ha sempre caldeggiato la diffusione delle tecnologie digitali nella scuola arrivando in più circostanze a sostenere che ormai i libri cartacei hanno vita breve e che dovranno essere rapidamente sostituiti da ebook e altri strumenti analoghi.
Se è un ripensamento non può che essere accolto favorevolmente, almeno a parere di chi scrive.

I benefici della “scuola digitale” non sono pienamente noti

Ovviamente non si tratta di negare l’utilità e la necessità di migliorare le dotazioni tecnologiche delle scuole quanto piuttosto di riflettere accuratamente (e possibilmente con dati alla mano) sull’effettiva e concreta ricaduta della “scuola digitale” sulla formazione culturale delle nuove generazioni.
E probabilmente incomincia a farsi strada nel M5S la sensazione che per digitalizzare seriamente l’intero sistema scolastico nazionale sono necessarie risorse importanti che forse potrebbero essere spese in modo più efficace per la scuola.

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