Si parla ancora dell’agguato, risalente allo scorso ottobre, ai danni di un maestro, aggredito per strada dalla gang di un tiktoker 24enne, il cosiddetto “Re dei Maranza”, a Torino. Il ragazzo è stato arrestato e la scuola religiosa gestita dalle suore dove lavora l’uomo ha ora chiesto un risarcimento di un milione di euro alla gang e al presunto mandante.
Come riporta La Stampa, la richiesta, inviata a dicembre come atto di diffida stragiudiziale, non è stata inviata al tiktoker arrestato, ma ai due ragazzi – con lui indagati – per avere accerchiato, minacciato e picchiato un maestro della scuola elementare, davanti alla figlioletta di quest’ultimo. Una bambina terrorizzata che si aggrappava alle gambe del papà durante l’agguato. Il video della violenza era stato poi divulgato sui social ed è rimasto virale per molti giorni.
“Un milione di euro è una richiesta abnorme”, afferma l’avvocata che difende i tre. “È una richiesta – aggiunge – che mi lascia spiacevolmente stupita. Peraltro è stata inviata ai miei assistiti senza la notifica al difensore e in assenza di una sentenza di condanna”.
“Il fatto accaduto è gravissimo – spiega l’avvocato delle religiose – riguarda un maestro di prima elementare da libro cuore di una scuola privata di suore, che con la figlia di tre anni è stato aggredito e diffamato. L’ammontare della richiesta è correlata alla “gravità” del fatto, alla “violenza verbale e fisica” e al fatto che gli imputati abbiano attribuito “al nostro dipendente – precisano le suore – condotte false, denigratorie e infondate”.
Inoltre, il fatto che la scena dell’agguato si stata ripresa “ritraendo il viso del maestro e quello della figlia, offendendone decoro, dignità personale e professionale e violando gravissimamente la loro riservatezza, pubblicando in diretta il video attraverso la rete internet”, renderebbe il contesto ancora più grave e la richiesta risarcitoria ancora più elevata.
Nella ripresa video diffusa sui social poi, hanno notato le suore, “si vedeva l’ingresso della scuola, posto che i diffidati stavano attendendo il maestro tendendo loro un vero e proprio agguato”. La diffusione su internet ha causato quindi, è la conclusione della diffida, un “gravissimo danno d’immagine e alla serenità personale di tutti gli operatori della nostra scuola, con particolare riguardo al prezioso servizio in qualità di insegnante di prima elementare del maestro aggredito».