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09.01.2026

Maestro aggredito dal “re dei Maranza”: il tiktoker arrestato chiede perizia psichiatrica

Qualche tempo fa abbiamo parlato del caso del Re dei Maranza, un tiktoker 24enne che ha aggredito un maestro per strada a Torino. Il ragazzo, arrestato il 22 novembre, è ora sotto processo per stalking e minacce a un maestro elementare e, come riporta Il Corriere della Sera, ha richiesto di essere sottoposto a perizia psichiatrica.

La richiesta della difesa

Nelle scorse settimane la procura aveva chiesto per il tiktoker il giudizio immediato. La difesa però ha chiesto di procedere con il rito abbreviato a condizione che il giudice autorizzi una perizia per accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato che, se ammesso al rito alternativo, avrebbe diritto allo sconto di un terzo della pena.

L’episodio

L’inchiesta a suo carico è nata dalla denuncia del docente, finito vittima di un agguato a fine ottobre orchestrato dal 24enne e la sua gang che lo hanno accusato di aver maltrattato un alunno, descritto come “il nipote” o “la nipote” di uno dei partecipanti alla spedizione punitiva. L’uomo è stato inseguito, circondato, schiaffeggiato e minacciato e l’episodio è stato filmato con lo smartphone e postato sui social, totalizzando centinaia di migliaia di visualizzazioni. 

L’arresto dopo un breve inseguimento

Il giovane, 24enne, di origini marocchine, da anni, in cerca di consenso tra i giovani nordafricani del quartiere torinese posta sui social video delle sue “imprese”. A bloccarlo, sotto casa sua, dopo un breve inseguimento, sono stati i poliziotti della Squadra mobile in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip con le accuse di minacce e diffamazione aggravata.

All’origine di tutto c’è proprio la spedizione punitiva contro un professore, affrontato da lui altri due per strada mentre era insieme alla figlia piccola: i tre gli hanno intimato, per ragioni non chiarite, di “non maltrattare i bambini”, sostenendo che aveva preso di mira una nipote del giovane (ma all’istituto non risultano iscritti alunni di origini magrebine) e accusandolo di pedofilia, aggiungendo: “La prossima volta agiremo in altra maniera”.

L’uomo ha in seguito presentato una denuncia chiedendo un risarcimento di 150mila euro. A suo sostegno era intervenuta anche la scuola con una lettera di solidarietà. Il content creator, come d’abitudine, aveva filmato tutto l’episodio e lo aveva postato sui social specificando: “Siamo andati a prendere il ‘maestro’ pedofilo che abusa i bambini a scuola”.

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