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Aggiornato il 04.01.2026
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Mamdani giura sul Corano, Valditara sul sindaco di New York: “Chi contesta i crocifissi a scuola non si è scandalizzato”

Pochi minuti dopo lo scoccare della mezzanotte del 1° gennaio 2026 Zohran Mamdani è diventato ufficialmente il 111esimo sindaco di New York, come riportato da Il Corriere della Sera. Il socialista, musulmano, ha giurato sul Corano in una piccola cerimonia con la sua famiglia presso la vecchia stazione della metropolitana Irt, chiusa nel 1945. 

La lettera di Valditara

Il fatto di giurare sul testo sacro per la religione islamica ha scatenato polemiche. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha criticato la scelta, in un intervento pubblicato su Il Messaggero e ripreso da Il Secolo d’Italia. Ecco le sue osservazioni: “Zoram Mamdani ha dunque giurato sul Corano. Non abbiamo sentito nessun commento scandalizzato da parte di chi periodicamente contesta la presenza di Crocefissi o di presepi nelle nostre scuole o la celebrazione della ricorrenza del Natale. Ma tant’è, forse oggi taluni festeggeranno pensando che questo gesto accelera il sovvertimento dei pilastri culturali della nostra civiltà. È certo un gesto di una portata simbolica rivoluzionaria. Non si tratta infatti di un atto di fede privata, certamente compatibile con i principi di libertà religiosa a cui si ispirano America ed Europa. È un atto pubblico”.

Nel suo intervento Valditara ricorda che per tradizione i governanti americani “hanno giurato sulla Bibbia, non perché l’America sia uno Stato confessionale, ma perché la Bibbia ha da sempre espresso un sistema di valori” come “il primato della persona sullo Stato; l’amore e la fratellanza universali, che sono alla base di una autentica eguaglianza fra tutti gli esseri umani; la libertà riconnessa alla responsabilità; la possibilità concessa ad ogni uomo di riscattarsi, di rialzarsi, di redimersi senza mai perdere la propria dignità; la pace come valore universale”.

“Il Corano non distingue Stato e Religione”

Cosa ben diversa dal “Corano, testo di altissima spiritualità” ma che “insegna invece a non distinguere fra Stato e Religione, proprio perché le istituzioni pubbliche sono al servizio della realizzazione della volontà dell’unico Dio così come rivelata a Maometto”. Perciò “se compito di uno Stato liberale deve essere quello di garantire ad ognuno di professare la propria fede, dobbiamo però porci ormai come questione indifferibile se vogliamo che la società che caratterizzerà le nazioni occidentali nei prossimi decenni continui ad essere ispirata a quei valori che abbiamo ereditato da Atene, Roma e Gerusalemme” o “se accettiamo che il nostro futuro debba indirizzarsi verso una società fluida, del melting pot, dove non esistono più valori universali, considerati fondanti uno Stato e dunque necessariamente condivisi, e dove quei pilastri valoriali potranno in prospettiva essere sostituiti da altri, antitetici”.

Per Valditara “la prima strada è irrinunciabile” e “passa dall’istruzione dei giovani e dai programmi scolastici” per far si che si “fonda in definitiva la consapevolezza di una identità, di radici, e di una memoria. Se accettiamo invece la seconda strada dobbiamo essere consapevoli che democrazia, stato diritto e diritti umani potranno non essere più l’orizzonte delle future generazioni”. “La questione di quale civiltà vogliamo condividere è il fondamento di ogni altra scelta”, ha concluso il Ministro.

Ma è davvero così strano?

Ma è davvero così inusuale il gesto di Mamdani? Secondo la professoressa Nadia Urbinati, che insegna Teoria Politica alla Columbia University a New York, “è soltanto una novità per l’Italia”. A dirlo è stata lei stessa nel corso della trasmissione di La7 In Onda.

“Sui giornali stranieri non c’è questo problema, non esiste. Questo fatto che non è una notizia, scusate, ma è una cosa veramente di un provincialismo impressionante. Comunque sia, gli americani, cioè chi prende ufficio, chi entra in ufficio giura, può giurare sul suo testo religioso. Fino ad ora i testi religiosi erano generalmente quelli legati alla Bibbia, Antico Testamento o Nuovo Testamento oppure entrambi, poiché un ebreo naturalmente giurerà sul suo Talmud, ma non giura sul Vangelo, immagino, e nemmeno sul Corano”.

“Ci sono queste dimensioni plurali di scelta che ciascun leader che viene eletto sceglie e fa. Quindi il problema non lo vedo sinceramente. Poi non si dice un’altra cosa, ovvero che l’ha abbracciato Bernie Sanders che è un ebreo e molti rabbini che erano lì davanti a sostenerlo. Non ha veramente senso questa polemica, scusate, ma è l’indice di una strettezza di mente e di visione che è impressionante. Non c’è il problema, appunto, non esiste”, ha concluso, lapidaria.

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