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Manifestazione precari: i sindacati si fanno sentire anche in Sicilia

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Ieri, 14 ottobre, in diverse città sit-in e manifestazioni davanti a Prefetture e Uffici scolastici regionali per rivendicare maggiore tutela e stabilità per i docenti precari. Ecco sintetizzate in un documento a firma congiunta dei rappresentanti di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals e Federazione Gilda Unams, le ragioni della protesta: 1) stabilizzare tramite prova orale e valutazione di titoli i docenti con tre anni di servizio: l’unico modo per garantire in tempi brevi e certi la copertura delle cattedre e la continuità didattica; 2) stabilizzare su sostegno tramite prova orale i docenti specializzati: personale già selezionato per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità; 3) lo svolgimento in presenza delle prove in piena epidemia esclude tutti i precari in situazione di quarantena in concomitanza della prova e contribuisce ad aumentare il rischio dei contagi; 4) avvio dei percorsi abilitanti a regime per tutti e in particolare per i docenti con 3 anni di servizio.

Sottolineate anche la carenza delle assunzioni (solo un terzo di quelle previste) e il problema nell’assegnazione delle supplenze con i ritardi e gli errori nelle graduatorie.

Le dichiarazioni di segretari generali nazionali e di leader sindacali siciliani

Degli interventi di alcuni leader sindacali a livello nazionale (in particolare della segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, e del segretario generale della Uil Scuola Pino Turi) si è già scritto in un altro pezzo pubblicato su questa testata; in questo articolo vengono riportate invece le dichiarazioni di leader sindacali della regione Sicilia, dove si sono svolte (nel rispetto delle misure di distanziamento e di protezione responsabile di sé e della intera comunità, sottolineano le OO.SS.) diverse manifestazioni con la partecipazione di tantissimi precari e delle suddette organizzazioni sindacali.

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Soffermandosi sulla questione relativa alle date di svolgimento della prova relativa al concorso straordinario (calendario delle prove, dal 22 ottobre al 16 novembre a seconda della classe di concorso, riportato in un altro articolo), la segretaria generale della Cisl Scuola Sicilia, Francesca Bellia, ha detto: “a poche ore dall’emanazione del Dpcm da parte del Presidente del Consiglio in cui si stringono le maglie per evitare il rischio di una nuova epidemia, la decisione del Ministero di avviare, in un contesto di emergenza igienico sanitaria, lo svolgimento delle prove e, a seguire, un maxi-concorso con queste modalità ha generato non poche preoccupazioni”.

Francesca Bellia, presente alla manifestazione tenuta a Messina, ha quindi rivolto al Ministero dell’istruzione (e alle autorità competenti) un appello condiviso dagli altri rappresentanti sindacali: “valutino l’opportunità di un rinvio delle operazioni in un prossimo futuro augurandoci che la situazione emergenziale sanitaria migliori e nel contempo ripensare un sistema di reclutamento tale da stabilizzare chi in questi anni ha garantito il funzionamento del sistema scolastico”.

Già un paio di settimane fa i segretari nazionali Sinopoli, Gissi, Turi, Serafini e Di Meglio avevano evidenziato che “avviare in un contesto di emergenza igienico sanitaria lo svolgimento delle prove del concorso straordinario (e a seguire un maxi-concorso con oltre 500.000 candidati) non produce alcun effetto immediato in termini di assunzioni mentre espone la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi nelle scuole e alla possibilità che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o di quarantena come effetto del lavoro che svolgono e che li espone a tali condizioni, siano esclusi dalla partecipazione al concorso”.

Il presidio nel capoluogo etneo

A Catania i rappresentanti dei maggiori sindacati si sono riuniti in un sit-in davanti alla Prefettura. “Anche a Catania – sottolinea Salvo Mavica, segretario organizzativo regionale Federazione Uil Scuola Rua e responsabile territoriale Uil Scuola città metropolitana di Catania – i segretari generali della scuola delle cinque sigle sindacali, firmatari del Contratto collettivo nazionale del lavoro, unitariamente lanciamo un appello al Ministro e vale a dire che è ora di cambiare rotta! È giunto il momento che il Ministero ci ascolti e che entri nel merito delle questioni della scuola per risolvere i problemi ormai diventati atavici. Non è più plausibile che le decisioni debbano essere imposte dall’alto! Noi rivendichiamo il diritto di cittadinanza e il diritto di partecipazione perché ogni docente, prima di essere tale, è soprattutto una persona; occorre che vi sia il rispetto non solo della persona in sé ma anche delle comunità educante e di tutti quei docenti che ogni giorno fanno funzionare la scuola malgrado tutti i problemi. Noi non vogliamo che i precari siano stabilizzati ‘ipso facto’, ma dopo l’esperienza maturata durante tutti questi anni dovrebbero fare un tirocinio annuale alla fine del quale, se validi, devono essere confermati”. E ricorda le sentenze nazionali ed europee su questo tema (per leggere le dichiarazioni complete di Mavica e degli altri esponenti sindacali che stiamo per citare è possibile collegarsi al sito “ilfattoweb.it”).

“Abbiamo consegnato un documento al Prefetto – dichiara Tino Renda, segretario generale della Flc Cgil di Catania – come è avvenuto in tutte le Prefetture d’Italia, nel quale si mettono in evidenza i numeri mancanti della scuola riguardanti il precariato e ovviamente abbiamo proposto delle soluzioni che permetterebbero che vengano ricoperte le cattedre rimaste scoperte”.

Giorgio La Placa, coordinatore a Catania della Gilda insegnanti,  afferma: “tutte le sigle sindacali oggi presenti ci siamo unite, sin da marzo, per combattere a favore di tutti i lavoratori della scuola. Oggi manifestiamo, soprattutto, per rivendicare i diritti dei precari. È inammissibile che il 15 di ottobre vi siano cattedre scoperte, inoltre, l’organico covid si è dimostrato insufficiente; molte scuole non hanno ancora chiamato i docenti per ricoprire le cattedre perché le operazioni sono bloccate a livello provinciale”.

Luca Tempera della segreteria provinciale dello Snals di Catania, sul tema della stabilizzazione dei precari, ribadisce che “anche quest’anno avevamo fatto delle proposte, tra le quali quella di assumere i docenti con almeno tre anni di servizio, senza ricorrere a una procedura concorsuale che, soprattutto in questo periodo di pandemia, comporterebbe assembramenti e spostamenti di docenti da una regione all’altra; per tutta risposta l’attuale ministra, sorda alle nostre proposte, sta perseverando dritta per la strada che ha deciso di intraprendere e che, sempre che questa procedura possa essere portata a conclusione, porterà i docenti in cattedra l’anno prossimo”.

Concorso straordinario: farlo adesso penalizza alcuni candidati ed è comunque rischioso. Si chiede un rinvio

I sindacati evidenziano che, a fronte dei notevoli rischi dovuti a spostamenti ed assembramenti, nessuna delle procedure si concluderà in tempo utile per dare stabilizzazione nell’arco del corrente anno scolastico e che quindi lo svolgimento delle prove nella primavera del nuovo anno consentirebbe comunque la conclusione entro l’avvio dell’a.s. 2021/2022.

Molti sono gli insegnanti precari preoccupati che con l’aumento dei contagi la possibilità di essere esposti alla quarantena per motivi di servizio o al contagio stesso rappresenti un rischio concreto e questo li escluderebbe dal concorso straordinario per i docenti della scuola secondaria. E al momento, salvo ripensamenti, per questi lavoratori non è prevista una seconda possibilità (se non ottenuta tramite contenziosi eventualmente da valutare!): il Ministero dell’istruzione ha infatti comunicato che non ci saranno prove suppletive.

Ricordiamo che per il concorso straordinario riservato ai precari con almeno 3 anni di servizio sono stati messi a bando 32.000 posti e che si sono registrate circa 65.000 domande in tutta Italia.

Inoltre le organizzazioni sindacali fanno notare che, nonostante le loro sollecitazioni, la ministra non li ha convocati “neppure per il tavolo sull’avvio dei percorsi abilitanti a regime, che per tanti precari avrebbero rappresentato una chance importante per conseguire l’abilitazione”.

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