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Aggiornato il 07.11.2025
alle 18:04

Manovra 2026, tagliati alla scuola tra 600 e 800 milioni. M5s: avremo meno sicurezza, laboratori e sostegno, ridotte pure le spese di cancelleria!

Tra i banchi dell’opposizione cresce il malumore per il testo della Legge di Bilancio 2026  approvato dal Governo e ora in Parlamento per la conversione in legge: a fare scalpore, dopo la denuncia in anteprima della Tecnica della Scuola, la quale ha scoperto che l’Istruzione dovrà risparmiare più di 600 milioni in tre anni tra spesa corrente ma soprattutto conto capitale, diversi politici del Centro-Sinistra si sono fatti sentire. A voce, ma anche a suon di emendamenti alla stessa Manovra di fine anno.

Si tratta, indubbiamente, di una politica di spending review applicata di fatto a tutti i ministeri pubblici, ma come avevamo già avuto modo di dire, considerando che il Governo ha più volte espresso attaccamento alla scuola e alla formazione dei giovani, si tratta comunque di una notizia che fa discutere.

Come se non bastasse, sempre dalla Manovra 2026 è arrivato, salvo modifiche dell’ultimo momento, anche lo stop alla nomina di supplenti per le assenze del personale fino a 10 giorni.

Secondo Luca Pirondini, capogruppo del M5s nella commissione Cultura al Senato, i tagli alla scuola nel triennio sarebbero ancora maggiori: con “Giuseppe Valditara”, dice il pentastellato, siamo giunti ormai alla “discesa verso gli inferi della scuola pubblica italiana. Mentre il governo investe a tutto spiano nelle armi (come già denunciato anche dai sindacati di base, ndr), taglia oltre 800 milioni alla scuola pubblica“.

“Il ministero dell’Istruzione – continua il parlamentare grillino – è tra i più colpiti dai tagli previsti dalla manovra: oltre 140 milioni di euro in meno nel 2026, più di 220 milioni nel 2027 e circa 250 milioni nel 2028. Una sforbiciata che colpisce nel cuore il sistema educativo, proprio mentre il ministro Valditara continua a parlare di merito e valorizzazione delle scuole”.

Secondo l’esponente del M5s, sempre attraverso la Manovra in via di approvazione “all’edilizia scolastica e alla sicurezza degli edifici vengono tolti quasi 100 milioni nel 2026, 180 nel 2027 e 200 nel 2028. In pratica, meno risorse per mettere in sicurezza gli studenti e chi ogni giorno lavora nelle aule“.     

Sempre secondo il capogruppo del M5s, “si tagliano anche i fondi per l’innovazione digitale e la didattica laboratoriale: circa 25 milioni l’anno in meno solo per il Dipartimento dedicato alle risorse e all’innovazione. Non vengono risparmiate nemmeno le politiche di inclusione e sostegno: quasi un milione e mezzo in meno per il Dipartimento del sistema educativo, oltre mezzo milione per la lotta alla dispersione scolastica, altri 200 mila euro per l’adattamento di palestre e impianti sportivi”.

Pirondini sostiene che a seguito della Legge di Bilancio in via di approvazione, “vengono ridotte perfino le spese di base (dai fondi per le scuole europee al funzionamento delle istituzioni scolastiche, fino alle spese postali e di cancelleria). Nel complesso, il sistema d’istruzione perde milioni di euro ogni anno, a cascata su ogni livello: infanzia, primaria, secondaria e secondo ciclo”.

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