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06.11.2026

Manovra 2027, record spese militari e armamenti: 7,3 miliardi per 115 cacciabombardieri F-35. M5s: indegno tagliare su scuola, sanità e pensioni

Nel 2027 “la spesa militare italiana previsionale supererà per la prima volta i 40 miliardi di euro, con una crescita di oltre 6 miliardi rispetto ai quasi 34 miliardi del 2026″, con l’incremento di spesa dedicata a questo ambito pari +18%. Il “nuovo record storico” è contenuto nell’analisi delle tabelle della Legge di Bilancio 2027 condotta dall’osservatorio Milex, che si sofferma proprio sul deciso incremento anche rispetto al quadro tendenziale, cioè a legislazione vigente, che il Bilancio per il 2026 prevedeva per l’annata successiva”.

Gli aumenti in percentuale    

L’incremento comporta anche una crescita del bilancio proprio del ministero della Difesa, che da solo raggiunge 38,8 miliardi, grazie ad un incremento di circa 6,4 miliardi rispetto ai 32,4 miliardi del 2026 e di 4,5 miliardi – lo 0,19% del Pil previsto nel Documento Programmatico di Bilancio – rispetto ai 34,3 miliardi del bilancio Difesa atteso a legislazione vigente: l’osservatorio sottolinea che oltre la metà dell’incremento si deve ai maggiori investimenti nell’acquisto di armamenti.

La spinta maggiore verso l’incremento che porta la spesa militare italiana oltre la soglia dei 40 miliardi, risulta quindi le maggiori spese per armamenti che, tra Difesa e Mimit, nel 2027 saliranno da 13,2 a 17,2 miliardi.    

M5s: pronti a fare le barricate

Violenta è stata la reazione verbale dei capigruppo del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Bruno Marton, secondo i quali il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha inviato al Parlamento insieme alla legge di Bilancio alcuni decreti di acquisizione armamenti a sua firma, “tra cui quello per l’acquisto di altri 25 cacciabombardieri F-35 oltre ai 90 previsti, per una spesa di 7,3 miliardi nei prossimi 13 anni, di cui 1,2 miliardi solo nel prossimo triennio”.

I parlamentari pentastellati si dicono pronti “a fare le barricate, perché non si possono spendere così i soldi dei cittadini mentre si taglia su scuola, sanità e pensioni“.  

Contro i tagli alla scuola, ricordiamo, i sindacati di comparto hanno programmato diverse proteste, tra cui un sit-in davanti Palazzo Vidoni la prossima settimana, il giorno 11, più assemblee a scuola lunedì 16, e lo sciopero proclamato dalla Cgil il 20 novembre.

I rifinanziamenti anche per altre spese militari

Dalla analisi dell’osservatorio Milex risulta anche che “i rifinanziamenti contenuti sempre nella Manovra 2027 risultano presenti non solo” per “le infrastrutture della Nato, ma anche” per “le forze militari pronte a intervenire rapidamente in caso di crisi: sono previsti altri 865,5 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per rafforzare gli investimenti nell’Alleanza Atlantica e la capacità di risposta delle Forze armate italiane”.

Dalle tabelle risulta l’investimento pari a 331,5 milioni al Nato Security Investment Program (Nsip) e altri 534 milioni alla Joint Rapid Response Force, il dispositivo interforze ad alta prontezza operativa utilizzabile per esigenze nazionali e nell’ambito degli impegni internazionali, anche con Nato e Unione europea.   

 Nel dettaglio, per il programma infrastrutturale dell’Alleanza sono previsti 134,8 milioni nel 2027 e 196,7 milioni nel 2028, classificati come investimenti. Alle forze di risposta rapida vanno invece 267 milioni per ciascuno dei due anni, destinati alla spesa corrente e quindi alle esigenze di funzionamento e operatività.

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