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Mascherine scuola, 1,6 mld distribuite e poco usate, ma restano fino a settembre

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Sulle mascherine a scuola tanto si è discusso durante l’ultimo anno. I dispositivi distribuiti negli istituti sono stati definiti fastidiosi e inadatti, privi di elastici e scomodi, dunque spesso inutilizzati e accantonati. Si tratta di undici milioni di mascherine giornaliere che fino a settembre arriveranno nelle scuole. Come riporta ‘il Fatto Quotidiano.it” l’accordo sottoscritto dall’ex commissario straordinario Arcuri con Fca è valido da luglio 2020 a settembre 2021. E nulla potrà fare il neo commissario Figliuolo.

La vicenda ha visto, oltre le proteste dei genitori, anche un’interrogazione parlamentare al ministro Bianchi sull’inadeguatezza di questi dispositivi, accantonati in 8 casi su 10. Le mascherine dunque continueranno a essere prodotte poiché esiste un contratto, che peraltro non prevede la sospensione della produzione in periodi in cui la didattica in presenza è interrotta. Interrompere la produzione, pare costi intorno al milione di euro.

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Il risultato è che gli scatoloni conservati nelle scuole o alle Poste sono pieni, una parte donata alle associazioni di volontariato, ma molte altre buttate via.

Come emerge dal report online della Presidenza del Consiglio, ad oggi, 6 maggio, sono 1 miliardo e 688 milioni le mascherine distribuite nelle scuole. La Regione più interessata è la Lombardia con quasi 290 milioni, seguita dal Lazio con 186. La tipologia per adulti ha visto quasi 1 miliardo e 300 milioni, quella per bambini 390 milioni.

Come abbiamo riportato in un precedente articolo, le mascherine sarebbero composte da materiali di bassa qualità, risposta fornita dai genitori degli alunni, ma anche scomode per via dell’elastico che preme la nuca e maleodoranti.

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