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Matematica a distanza: un progetto degli studenti di un liceo scientifico

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Con quale legge matematica si raffredda il the? Perché prendiamo la multa con il Safety tutor? Come si usano le equazioni differenziali per risolvere un caso di polizia scientifica?

A questa e ad altre curiose domande hanno i risposto gli alunni della VD del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” nel loro interessante progetto “Matematica a distanza”, realizzato durante il periodo in cui le lezioni sono state svolte da remoto. I protagonisti raccontano così questa esperienza didattica.

“Ho sentito molto la mancanza della classe in presenza, ma l’esperienza di Dad, per me, è stata positiva”.

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A parlare così è Alessia Fragale, iscritta al quinto anno del liceo Galilei, la quale racconta la sua esperienza di didattica a distanza. La ragazza presenta, inoltre, “Matematica a distanza”, un progetto realizzato dalla sua classe, VD, in vista dell’esame di stato.

Si tratta di un libro su argomenti di Analisi matematica e Geometria nello spazio, oggetto solitamente della seconda prova scritta all’Esame di Stato, che i giovani autori hanno sviluppato in modo personale, mettendo soprattutto in risalto le applicazioni nella vita reale.

Poiché, quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, le prove scritte non si svolgeranno, gli studenti della V D hanno avuto l’idea di realizzare un libro, incentrato sui nuclei tematici fondamentali della disciplina, al quale tutti gli allievi hanno dato il proprio contributo, guidati dalla loro professoressa, Antonella Mongiardo e coordinati dal compagno Giuseppe Dattilo, che ha fatto da tutor.

I ragazzi si sono, così, cimentati in una vera e propria esperienza di cooperative learning, interagendo fra loro e utilizzando le risorse informatiche della didattica da remoto, per raggiungere un obiettivo comune.  Ogni allievo, rielaborando testi, appunti e il materiale didattico a disposizione, ha sviluppato un diverso aspetto del testo, integrando i contenuti astratti con interessanti problemi ispirati alla realtà.

“Il nostro progetto- spiega Alessia- mira a dimostrare come la matematica sia presente nella vita di tutti i giorni. Lavorare in gruppo ci ha fatto sentire uniti come se fossimo in classe”.

Non solo formule, teoremi e dimostrazioni, dunque, ma anche affascinanti collegamenti con altri ambiti del sapere.

Alessia Fragale e Chiara Mastroianni, ad esempio, hanno utilizzato rispettivamente gli integrali e le derivate per determinare il guadagno di alcune aziende; in ambito architettonico, Chiara Molinaro e Marco Fato hanno applicato lo studio della geometria nello spazio per studiare rispettivamente un gazebo e il “Leadnhall building”; Erika Foligno grazie alle derivate ha modellizzato la città dello sport dell’architetto Calatrava, mentre Martina Toteda ha studiato un parco pubblico con gli integrali definiti. In ambito medico, Giuseppe Dattilo ha studiato l’evoluzione epidemiologica del coronavirus attraverso due modelli matematici; Sofia Ligato ha studiato la concentrazione di un farmaco nel sangue utilizzando gli integrali, mentre Alessandro Mendicino e Michela Vaccaro hanno utilizzato le derivate per studiare rispettivamente la memoria umana e la capacità di aumentare le proprie abilità attraverso la pratica.

In ambito sportivo, Nicole Ferraro, Gennaro Perri e Pasquale Ianni hanno applicato le derivate in varie discipline come la corsa e il basket, Rosamaria Falvo ha studiato il percorso di una gara di mountain-bike mediante gli integrali e Marco Vescio ha utilizzato i volumi di rotazione per determinare la forma del pallone da rugby.

Aurora Guido ha spiegato con il teorema di Lagrange il funzionamento del safety-tutor; Alessandra Molinaro con gli integrali ha studiato la velocità di raffreddamento di una tazza di tè, mentre Patrizia Vasta è riuscita a risolvere un caso di polizia scientifica grazie alle equazioni differenziali.

“Durante la Dad – dice Antonella Mongiardo – i ragazzi sono stati seguiti in maniera costante e sono stati stimolati a realizzare compiti autentici per sviluppare competenze, sia disciplinari che trasversali. Anche in un’altra classe, la 1B, le allieve Sofia Davoli, Anna Lachimia, Chiara Palermo e Alessia Zhu hanno realizzato un progetto didattico dal titolo “Le forme della natura”, che parla degli affascinanti collegamenti che esistono tra la geometria e i fenomeni naturali, alternando la teoria a racconti, giochi, indovinelli e curiosità matematiche”.

 

 

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