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Aggiornato il 28.01.2026
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Matematica “bestia nera” anche all’estero: troppo difficili le divisioni in colonna alla primaria, in Germania chiedono di abolirle

La matematica non è solo la “bestia nera” degli studenti italiani. Anche nell’avanzata Germania, la disciplina presenta più di qualche problema e, in generale, il suo apprendimento non è in linea con le aspettative dei docenti. Da anni la Germania cerca di contrastare il calo significativo nelle competenze possedute dai suoi giovani proprio nelle discipline scientifiche e in particolare in matematica.

Periodicamente, i tedeschi si ritrovano a giudicare progetti e proposte per risolvere il problema. L’ultima, in ordine cronologico, arriva dal Land della Bassa Sassonia, dove un gruppo di insegnanti ha chiesto pubblicamente di abolire le divisioni in colonna alle scuole elementari: la proposta è di mantenere le tre operazioni scritte, che continuerebbero a far parte dei programmi scolastici della scuola primaria, mentre la divisione verrebbe d’ora in poi insegnata attraverso compiti meno complessi, il calcolo mentale e quello semi-scritto.

L’idea non ha convinto molti addetti ai lavori e una bella fetta dell’opinione pubblica, tanto che la ministra dell’Istruzione della Bassa Sassonia, Julia Willie Hamburg, ha ricevuto diverse critiche, al punto di dovere chiarire pubblicamente che la divisione non sarà abolita dai programmi scolastici.    

Secondo il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung la proposta, invece, non è così peregrina: nelle procedure esclusivamente scritte, gli studenti lavorano, infatti, con algoritmi, seguendo sistematicamente regole chiare e univoche. Non è quindi necessario che comprendano e mettano in discussione l’algoritmo stesso e i singoli passaggi.

Il calcolo semi-scritto, invece, è più simile al calcolo mentale: i bambini imparano a suddividere i compiti in passaggi di calcolo più piccoli in modo più flessibile, a prendere nota dei passaggi intermedi e a trovare autonomamente nuove soluzioni.

Già nel 2022, i ministri dell’istruzione di tutti e 16 i Bundeslaender si erano accordati in questo senso nelle “linee guida per la matematica nella scuola primaria” e alcuni avrebbero già introdotto questa novità.

Secondo Susanne Prediger, docente di didattica della matematica presso l’Università Tecnica di Dortmund, “se si devono ripetere continuamente operazioni aritmetiche senza capirne il funzionamento, questo contribuisce davvero alla paura della matematica”.    

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