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Matone (Lega): la sinistra demonizza perfino le fiabe. Piccolotti (Avs): Valditara racconta frottole

Pasquale Almirante

Entra in campo la deputata leghista, Simonetta Matone, ospite di “Un Giorno da Pecora”, su Rai Radio1, la quale smentisce subito la proposizione secondo la quale il Mim non vorrebbe che si insegnasse l’educazione sessuale a scuola:

“Non è vero che a scuola non c’è l’educazione sessuale, è una cacchiata, al liceo ci vuole il consenso dei genitori. In questo concetto però, per come lo vuole l’opposizione, passa il voler infilare all’interno di questi corsi cooperative che svolgono un lavoro pericolosissimo, come la demonizzazione delle favole”.

E come si demonizzano le fiabe? E chi le demonizza? 

Risponde la deputata leghista, e già magistrata di sorveglianza alla Corte di Appello di Roma: “Tutta una serie di collettivi che sostengono che l’identificazione di genere dei bambini, se passa attraverso Cenerentola o Biancaneve, sia falsata perché la bambina poi aspetta l’arrivo del principe azzurro”. 

Ma è sicura che sia così?, le chiedono i conduttori della trasmissione:

“Assolutamente, basta verificare. Se i genitori non controllano si beccano le cooperative che dicono che il principe è un farabutto e Cenerentola una cretina”. 

“Io l’ho tradotta molto liberamente, diciamo così, ma il succo è questo. E all’interno di tutta questa corrente di pensiero, l’identificazione con un genere è praticamente vietata”. 

“Non si può imporre di non poter scegliere un genere. Ad esempio invece di combattere la cultura del burqa, l’espressione massima dell’oppressione femminile, io devo pensare a ragionare sull’inclusione…”.

Che su Biancaneve in Usa, qualche anno fa, si siano aperte delle riflessioni, è assolutamente vero, dimenticando tuttavia che quel bacio è anche simbolo della nuova stagione, della nuova Primavera che baciando la natura, la risveglia dal suo torpore, facendola fiorire.

Una allegoria nata nelle brume nordiche che ha poco a che vedere con gli stupri. Il cui danno sociale e la cui cupezza sanguinaria rimane, benchè in Italia su questa violenza siamo messi meglio di nazioni come la Germania o la Francia, mentre rimane il vulnus sulla educazione sessuale a scuola, sul cui insegnamento, contrariamente a quanto sostiene la deputata leghista, non sarebbe contemplato, come dichiara invece  Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra e della commissione cultura di Montecitorio, secondo la quale “Valditara racconta frottole, il suo provvedimento affossa l’educazione sessuale. Ignora il divario Nord-Sud”, mentre “servono risorse non slogan”.

E aggiunge: “Valditara continua a raccontare frottole nel suo tour elettorale per l’Italia: oggi al Corriere del Mezzogiorno dimentica di dire che per inseguire poche minoranze di fondamentalisti ha scritto un provvedimento
sul consenso informato che di fatto ridurrà al lumicino le attività di educazione sessuale, che l’80% degli italiani vorrebbero strutturali e più diffuse”. 

“E poi, mentre anche sul Meridione dice di aver investito tantissimo e parla di didattica personalizzata, dimentica che i bambini e le bambine del sud, solo alla primaria perdono l’equivalente di un anno in termini di tempo scuola rispetto a quelli del nord. E che anche per questo i risultati di apprendimento sono indietro, nonostante agenda sud.
Dimentica anche che non ci sono mense e palestre. Invece di blaterare di rivoluzione del buon senso nelle regioni che vanno al voto, il Ministro dovrebbe stare a Roma a battersi per avere maggiori risorse in finanziaria per la scuola pubblica e per il sud”.

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