Il traguardo del 100 e del 100 e lode alla Maturità resta uno dei simboli più ambiti del percorso scolastico italiano. Ma tra il 2025 e il 2026 il meccanismo dei punti bonus ha cambiato volto, rendendo – sulla carta – il risultato massimo più difficile da raggiungere.
La legge di conversione del cd. Decreto Scuola (Legge 30 ottobre 2025, n. 164) ha invece ridotto a 3 i punti bonus, che è possibile attribuire solo agli studenti che raggiungano la soglia di almeno 90 punti tra credito scolastico, prove scritte e colloquio orale.
Il credito scolastico, ricordiamo, è determinato dalla somma dei crediti dell’ultimo triennio: massimo 12 punti per la terza superiore, massimo 13 punti in quarta e massimo 15 l’ultimo anno, per un totale di massimo 40 crediti.
I “punti” delle prove di esame restano 60: 20 + 20 per le due prove scritte e 20 per il colloquio.
Le regole per attribuire la lode sono invece rimaste invariate. La commissione, all’unanimità, può motivatamente attribuire la lode a coloro che hanno conseguito il punteggio massimo di 100 punti senza fruire dell’integrazione dei punti bonus, a condizione che:
a) abbiano conseguito il credito scolastico massimo con voto unanime del consiglio di classe
b) abbiano conseguito il punteggio massimo previsto alle prove d’esame.
La stretta sui punti bonus può avere verosimilmente un impatto diretto anche sul fronte dei benefici economici. La Carta del Merito, riservata agli studenti che conseguono risultati eccellenti alla maturità, sarà accessibile a un numero inferiore di diplomati. Analogo discorso vale anche per poter ottenere borse di studio o la riduzione delle tasse universitarie.
Meno 100 e 100 e lode significano infatti meno aventi diritto.