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Prima Ora | notizie del 2 luglio

02.07.2026

Maturità 2026, l’orale di Pupo dalla religione a Oscar Wilde. “Ci tenevo a far bene, ora mi iscriverò all’Università”

Ho studiato per due anni, per recuperare dopo aver lasciato tanti anni fa dopo il secondo liceo. Ci tenevo a fare le cose per bene. Ed è per questo che dopo mi iscriverò anche all’università, forse Scienze della comunicazione”. Il cantante Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha raccontato al Corriere della Sera i dettagli del suo esame di maturità, sostenuto nei giorni scorsi. Una notizia che aveva fatto scalpore, perché l’artista ha appena compiuto settant’anni. Tra le materie affrontate, diritto, religione ed esposizione in inglese. Senza trascurare qualche riferimento alla propria carriera, costellata di successi ben conosciuti anche dai commissari che hanno dovuto giudicare la preparazione del cantante.

“Non ho scritto solo canzoni come Sarà perché ti amo, che i Ricchi e poveri hanno cantato e fatto diventare una delle canzoni più famose del mondo”, ha commentato Pupo. “Ho anche scritto diversi libri e lavorato a un documentario sulla mia vita originale, visto che vivo con una moglie, che ora è a casa ad accudire la nipotina, e la mia compagna, che è qui ad assistere”. Un approccio, quello di collegare studi e carriera, che l’artista ha suggerito anche ai colleghi più giovani. “Credo che tutti i ragazzi dovrebbero fare così, ma non hanno l’esperienza: partire da esperienze lavorative e poi tornare agli studi, e bisognerebbe sempre inserire negli esami anche le proprie opinioni per far capire che si è soggetti pensanti”.

Tra i temi trattati, appunto, il diritto. “Ci sono troppi che parlano agli italiani senza considerare lo Stato, e invece è fondamentale considerare le nostre istituzioni”. Importante anche il passaggio sulla storia delle religioni. “Io sono agnostico ma non mi posso dire ateo e riconosco l’influenza delle religioni su tutte le attività sociali e culturali”. L’esposizione in inglese ha riguardato Oscar Wilde e “Il ritratto di Dorian Gray”. “Sono un dandy, mi presento qui con le scarpe Prada, la penna Montblanc, il simbolo dell’infinito sulla giacca”. Un passaggio sul rapporto tra D’Annunzio e Mussolini, infine, è stato l’occasione per un commento personale. “Sia chiaro, non sono d’accordo con le sue posizioni…”

Impossibile, infine, non condividere un momento musicale, con Pupo che ha intonato “Un amore grande” alla presenza dei commissari. “La dedichiamo a tutto l’Istituto che mi ha accolto in questa esperienza meravigliosa e alla professoressa Emilia che compie gli anni proprio oggi”, ha spiegato l’artista, che già dopo la prima prova aveva annunciato di volersi esibire in caso di successo. “È una canzone che ho cantato a Sanremo nell’84, sono passati tanti anni. È un inno all’amore, una canzone di quelle che non passano mai di moda e anche quello che abbiamo fatto qui a scuola lo abbiamo fatto solo per amore”. Un momento di relax musicale per i commissari, prima di rituffarsi negli orali.

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