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Prima Ora notizie del 5 agosto

05.08.2026

Maturità 2026, i dati: il 99,8% dei candidati si è diplomato. Il ritornello risuona ancora: l’esame non ha più senso? – PDF

Sono disponibili oggi, 5 agosto, sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito i dati relativi agli esiti degli scrutini, degli Esami di Maturità e degli Esami del primo ciclo d’istruzione per l’anno scolastico 2025/2026.

Quest’anno è stato ammesso all’Esame di Maturità il 96,7% dei candidati scrutinati (nell’anno scolastico 2024/2025 la percentuale era pari al 96,5%). I diplomati finali rappresentano il 99,8% dei candidati che hanno sostenuto l’Esame, valore invariato rispetto all’anno scolastico 2024/2025.

I dati

I dati dell’esame di terza media

Tante lodi

Come fa notare Il Corriere della Sera, c’è un vero e proprio boom di lodi: sono oltre trecento in più dello scorso anno e sfondano il tetto dei 14 mila, il 2,9 per cento degli studenti. Scende vistosamente invece la quota dei 100/100, comunque il massimo dei voti, che passa dal 7,1 del 2025 al 5,3.

I licei si confermano le scuole con il maggior numero di lodi: il classico si attesta all’8 per cento e lo scientifico al 6,1.

L’esame ha ancora senso?

L’esame di Maturità ha ancora senso? Per sette docenti su dieci, interpellati a giugno, la riforma Maturità di Valditara non avrebbe cambiato in positivo l’esame di stato. Questo quanto è emerso da un sondaggio della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato 407 insegnanti.

Di fronte alla domanda “Secondo te ha ancora senso l’esame di Maturità, anche se recentemente rinnovato da Valditara?” la risposta dei docenti è stata positiva, ma sono moltissimi coloro che non vedono più alcun senso nell’esame di Maturità.

Ad essere poco convinti dell’utilità dell’esame sono infatti ben 177 docenti su 407, quasi la metà dei partecipanti al sondaggio (il 43,49%), che non sono certo pochi. Nelle risposte aperte al sondaggio alcuni partecipanti hanno spiegato il perché della loro scelta:

“Non si dovrebbe proprio sostenere perché non ritengo che il risultato degli esami debba condizionare quanto svolto nel corso di studi dei 5 anni”.

“Dovrebbe essere eliminata e sostituita da un portfolio di competenze”.

“Andrebbe eliminata, in alternativa semplificata al massimo con costi minimi per lo Stato”.

Insomma, le novità applicate quest’anno non hanno provocato grossi cambiamenti in merito al numero di ammessi all’esame o al numero di diplomati.

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