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Aggiornato il 29.08.2025
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Meeting Rimini, incontro con Valditara: lo studente al centro, la scuola dei talenti e le riforme per il futuro dell’istruzione – REPORT DELL’INCONTRO

Oggi, martedì 26 agosto alle 13.00, al Meeting di Rimini, si è tenuto un incontro di grande rilevanza per il mondo della scuola, con la partecipazione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. L’evento, dal titolo “I giovani e la sfida della formazione”, rappresenta un’occasione per discutere delle principali novità e delle riforme che stanno trasformando il sistema educativo italiano.

Tra i temi principali che sono stati affrontati ci sono la recente riforma del “4+2” sulla filiera formativa tecnologico-professionale, le nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado, e le linee guida aggiornate sull’educazione civica. Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla valorizzazione dell’orientamento scolastico, alla personalizzazione dei percorsi formativi e al rilancio degli ITS Academy, strumenti fondamentali per costruire un legame più stretto tra scuola e mondo del lavoro.

Il meeting ha previsto un dialogo diretto del Ministro Valditara con un insegnante, un dirigente scolastico, un rappresentante degli ITS Academy e un imprenditore, per confrontarsi su esperienze concrete, sfide e opportunità legate alla formazione dei giovani.

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Report dell’incontro

Primo intervento: 4+2 e dispersione scolastica

Il primo ad intervenire è Andrea Siciliano, docente dell’Istituto Alberghiero quadriennale Don Gnocchi che pone tre domande al ministro: “Come il Ministero può accompagnare scuole e insegnanti in un rilancio del valore formativo del lavoro, guardando al lavoro come forma di conoscenza? Come ci può aiutare a costruire una scuola che, attingendo dalla ricchezza della nostra tradizione, non si adoperi solo per insegnare un mestiere, ma ad accompagnare i giovani a pensare ciò che fanno e a esprimere un ideale attraverso il proprio impegno? Come proseguire sulla linea tracciata dalla sperimentazione della filiera 4+2 che ha già visto lavorare insieme scuole statali e paritarie ampliando gli spazi di libertà per tutti?”

Il Ministro Valditara nella sua risposta ribadisce la necessità di una scuola che educhi al lavoro e alla realizzazione professionale, considerandola fondamentale per una formazione completa e per non compiere solo “metà del suo lavoro”. Sottolinea come il lavoro, valore costituzionale e cristiano, debba essere una via di realizzazione personale, riscoprendone bellezza, impegno e fatica. La riforma 4+2 è vista come cruciale. Cita esempi virtuosi di scuole di formazione professionale, anche di ispirazione cattolica in Brianza, che hanno trasformato giovani con condanne penali o ripetuti insuccessi scolastici. Questi ragazzi, i cui talenti non erano stati valorizzati dalla scuola tradizionale, hanno trovato in questi percorsi un riscatto professionale (con il 100% che trova subito lavoro) e personale, imparando mestieri e persino spiegando principi di fisica. Questo modello di scuola, che mette al centro il valore del lavoro e l’esaltazione dei talenti, è descritto dal ministro come lo strumento più efficace contro la dispersione scolastica, il bullismo e la devianza, poiché la realizzazione dei propri sogni legittimi elimina il bisogno di deviare. Il Ministro immagina questa scuola, partendo dalla riforma 4+2 che dovrebbe diventare ordinamentale, come parte di una “grande rivoluzione culturale” che unisca la valorizzazione della persona alla valorizzazione dei talenti diversi, considerando la diversità una ricchezza e il “sale della vita”. Il rapporto tra persona, diversità, talenti, lavoro e il mondo delle imprese, per Valditara, è decisivo e fondamentale.

Secondo intervento: dispersione scolastica e docente tutor

Il secondo a intervenire è Paolo Maino, presidente Di.S.A.L. e dirigente scolastico ITE Gadda Rosselli, Gallarate. Il dirigente chiede al ministro: “Quali iniziative il ministero e il governo intendono sviluppare o far partire anche exnovo per fornire strumenti a studenti, docenti, famiglie, così da mettere tutti in grado e da mettere in grado la comunità scolastica educante di essere ambiente fertile per scelte consapevoli?”.

Valditara afferma che nella lotta alla dispersione scolastica, sia esplicita che implicita, l’Italia ha già superato il target 2030 per la dispersione esplicita (attestandosi all’8,3%), un successo attribuito anche al Decreto Caivano. Questo decreto ha permesso di recuperare migliaia di studenti, anche da contesti difficili, introducendo un processo di segnalazione ai Comuni, ammonimenti alle famiglie e conseguenze penali per chi non manda i figli a scuola. Aggiunge inoltre che Agenda Sud, con attività come sport, musica e teatro, ha trasformato la scuola in un riferimento per tutto il giorno, coinvolgendo e responsabilizzando le famiglie più svantaggiate. I dati Invalsi mostrano risultati straordinari contro la dispersione implicita nelle scuole interessate, con un recupero delle performance degli studenti di circa tre volte. Le risorse per Agenda Sud saranno raddoppiate a circa mezzo miliardo, ed è prevista l’estensione dell’iniziativa con Agenda Nord. Per affrontare le nuove sfide, il ministro ribadisce che verranno assunti 1000 docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri, riconoscendo la necessità di competenze specifiche. Il Ministro promuove una didattica personalizzata come “abito sartoriale”, per valorizzare i talenti di ogni studente, permettendo recupero o accelerazione. Cruciali sono il docente tutor, potenziato e formato per coordinare la didattica, e il docente orientatore, che collega scuola, territorio e opportunità lavorative. È in corso una campagna di sensibilizzazione per i genitori in terza media, per scelte consapevoli sui percorsi formativi e professionali, basate sulle potenzialità dei giovani. Valditara annuncia che raccoglierà e diffonderà buone pratiche sull’orientamento, bullismo e discriminazione, esaltando l’autonomia scolastica.

Terzo intervento: il futuro degli ITS

Il terzo intervento è di Guido Torrielli, presidente Rete ITS Italia. Torrielli chiede al ministro:

  • Le strategie per mantenere e migliorare gli ITS al fine di raggiungere l’obiettivo di 40.000 studenti.
  • La politica del Ministero (MIM) per valorizzare l’interesse crescente della Pubblica Amministrazione, in particolare nel settore della cyber security, verso gli ITS.
  • Il pensiero del Ministro sul rafforzamento del rapporto con le imprese, anche alla luce della prevista riduzione del numero di giovani frequentanti negli anni futuri.
  • Gli obiettivi di internazionalizzazione per gli ITS.
  • Le modalità per incentivare la partecipazione attiva delle imprese, considerando l’impegno richiesto (60% del personale per la formazione ITS) e le sue implicazioni sulla produzione o sulle assunzioni future.

Valditara risponde subito celebrando la crescita notevole degli iscritti agli ITS, un obiettivo PNRR raggiunto grazie all’ottimo impiego delle risorse che ha permesso la realizzazione di laboratori d’avanguardia. Ha sottolineato l’urgenza di continuare a finanziare gli ITS nei prossimi anni per sostenere questo asse portante del sistema formativo italiano. La strategia 4+2 è, per il ministro, la “grande vera differenza”, creando una filiera stretta tra istruzione tecnico-professionale, formazione professionale regionale e istruzione tecnologica superiore, garantendo uno sbocco naturale agli ITS. Valditara sottolinea che è fondamentale evitare la proliferazione di ITS senza qualità per non sprecare risorse pubbliche. Il Ministro ha ribadito che la scuola deve dialogare strettamente con il mondo del lavoro e le imprese per creare un’osmosi di competenze innovative e favorire finanziamenti, anche tramite una direzione generale dedicata. Questo legame è essenziale per la formazione e la valorizzazione dei talenti, smentendo chi lo interpreta come un asservimento.

E ancora, il Ministro Valditara sottolinea l’importanza fondamentale dell’internazionalizzazione degli ITS, affermando che questa strategia persegue due obiettivi principali: favorire la solidarietà concreta e lo sviluppo in paesi come Etiopia, Algeria ed Egitto, formando maestranze locali e contribuendo a contenere l’emigrazione. Parallelamente, mira a colmare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro in Italia, formando competenze altamente specializzate già bilingue e biculturali per le imprese italiane. Valditara annuncia che sono stati già siglati memorandum e inaugurate sedi distaccate di ITS italiani all’estero (es. Cairo, Addis Abeba). E conclude: “L’ITS è così uno strumento straordinario di diplomazia della scuola e di creazione di sviluppo, con risorse dedicate a finanziarne l’internazionalizzazione. Questo si inserisce in un disegno strategico che collega prospettive occupazionali, mondo impresa-lavoro, valorizzazione dei talenti, cooperazione internazionale e lo sbocco nella pubblica amministrazione. Paesi esteri chiedono di replicare il modello “4+2”, riconoscendolo come la scuola del futuro, innovativa e moderna“.

Quarto intervento: rapporti imprese-scuole

Il quarto intervento è di Luca Bergantini, Business Unit Manager SCM Group S.p.a che chiede: “Che cosa si potrebbe fare per migliorare ulteriormente, per fluidificare i rapporti fra imprese e scuole ed enti formativi sul territorio, magari inserendoli all’interno di un percorso educativo attraverso delle norme dedicate o magari anche delle risorse mirate? Che cosa si può fare anche insieme per migliorare questa percezione, far capire alle famiglie e ai ragazzi che [i percorsi CFP e ITS] non sono una scelta di Serie B, ma sono una scelta di eccellenza e quindi per far sì che veramente possano sentirle come una scelta che li possa portare avanti nel loro percorso di formazione e di inserimento all’interno del mondo del lavoro?”

Il Ministro Valditara affronta il dramma del 47% dei posti di lavoro non coperti entro il 2027 per mancanza di qualifiche, promuovendo una rivoluzione culturale per elevare l’istruzione tecnico-professionale a percorso di “Serie A”. L’obiettivo è superare la visione obsoleta di intelligenza unica, valorizzando le molteplici intelligenze con pari dignità e persuadendo le famiglie attraverso l’orientamento, i dati e persino un possibile cambio dei nomi delle scuole.Il percorso “4+2” potenzia italiano, matematica e inglese, fondamentali per colmare i gap attuali, e include una significativa alternanza scuola-lavoro e attenzione alla professionalizzazione. Si enfatizza l’apprendimento basato sulla realtà e sui laboratori, partendo da esempi concreti per arrivare alla teoria, e si mira a ridurre i divari di genere, incentivando le ragazze nelle materie STEM. Il Ministro critica chi, come alcune forze di opposizione, promuove un percorso formativo uguale per tutti, ignorando l’importanza del legame con il mondo del lavoro e la valorizzazione dei diversi talenti.

Per il ministro la scuola deve mettere al centro la persona dello studente. Un significativo passo avanti è la conferma di quasi il 50% dei docenti di sostegno precari, garantendo una straordinaria continuità didattica. Le famiglie hanno chiesto la conferma laddove si sia instaurato un buon rapporto educativo, rafforzando la personalizzazione. Questa misura, pur ostacolata da chi non crede nella personalizzazione, è stata sostenuta dalla giustizia amministrativa. Infine, Valditara parla anche del consenso informato, che consente alle famiglie di chiedere percorsi alternativi, attuando l’Art. 30 della Costituzione sul diritto-dovere dei genitori di educare i figli”.

Quinto intervento: scuole paritarie

Il quinto e ultimo intervento è del moderatore dell’evento, Massimiliano Tonarini, presidente CdO Opere Educative/FOE che chiede: “Quali passi si possono immaginare affinché anche in Italia, come in tantissimi paesi europei, ci si possa avvicinare ad una scelta libera, cioè ad una scelta che non trovi ostacoli economici per decidere quale scuola possono fare i propri figli?”

Il Ministro Valditara ha affermato che si impegna per una reale parità tra scuole statali e paritarie, basandosi sull’articolo 30 della Costituzione. Ha garantito 160 milioni di euro di fondi PNRR e diversi milioni di fondi PON/strutturali alle scuole paritarie, superando resistenze burocratiche. Inoltre ha affermato che è stata equiparata l’esperienza di tre anni nelle scuole paritarie per l’abilitazione e la partecipazione ai concorsi statali, contrastando la “fuga dei docenti”. Le risorse per le paritarie sono state incrementate. L’obiettivo futuro per Valditara è il “buono scuola” o altre forme di risorse aggiuntive significative nella prossima legge di bilancio. Il Ministro ha dichiarato guerra ai “diplomifici” (che stanno chiudendo), distinguendoli dalle scuole paritarie di qualità (anche non cattoliche) che offrono formazione eccellente, innovazione didattica e potenziale di sperimentazione, anche per la scuola statale. La collaborazione tra i due sistemi è vista come feconda e nobile.

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