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Meglio il lavoro oggi che la laurea domani

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Il Ministro dell’istruzione Stefania Giannini nel corso di un’intervista di qualche settimana fa a Prima di Tutto, su Radio 1 affermò: “Il rapporto che c’è tra l’acquisto di un’utilitaria e il mantenimento di un ragazzo all’università è più o meno lo stesso. Non so quante famiglie preferiscano all’utilitaria la garanzia di un futuro ai propri figli: dovremmo recuperare tutti la cultura e il valore dello studio”.

Il problema riguardante se sia o meno sensato iscriversi all’Università è oggi di un’attualità allarmante. Infatti, se si fa un’analisi di alcuni titoli pubblicati nei maggiori quotidiani e settimanali italiani (“Meglio il lavoro oggi che la laurea domani”, “La laurea? inutile per lavorare”, “Troppa formazione può addirittura essere dannosa”, “Rivalutare il lavoro manuale”, “Se rinasco faccio l’artigiano”, “saldatori ed elettricisti. Ecco i posti anticrisi”) si può evidenziare una tendenza a incoraggiare i nostri giovani a non avventurarsi verso la scommessa di un’istruzione accademica. A conferma di quanto sopra descritto in un articolo sul portale Studenti.it si scrive: “portare a termine un percorso universitario non è più una garanzia per il futuro, anzi.

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I laureati che non trovano lavoro o che si vedono costretti ad omettere almeno in parte le loro qualifiche quando scrivono il curriculum sono sempre di più e, spesso, sono sempre più arrabbiati“. A tal proposito in un’inchiesta effettuata da Il Corriere dell’Università Job su un campione di 635 studenti dell’ultimo anno di scuola superiore (anno 2012) si osservano risultanze molto indicative. La maggioranza assoluta dei maturandi (54%) prende in considerazione l’ipotesi di accantonare l’obiettivo della laurea, qualora gli venisse offerto un lavoro sicuro dopo la maturità, mentre solo il 37% degli intervistati ritiene che la Laurea sia “un obiettivo che non si può barattare”. Viste le numerose chiusure di attività imprenditoriali su tutto il nostro territorio nazionale, rimane da fare solo un’unica osservazione: ma in Italia il lavoro per i diplomati esiste? E se esiste dove si trova?