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04.10.2026
Aggiornato alle 13:22

Mense scolastiche a Piacenza: stop alla carne di maiale. Suicidio identitario o costi? E’ polemica

“La Sottomissione, come ha raccontato Michel Houellebecq, può essere discreta, agire per sottrazione, attecchire nei luoghi della quotidianità. Soprattutto, spesso è autosottomissione, adeguamento preventivo ai canoni, alle usanze, fin ai tabù dell’Altro, prima ancora che costui lo pretenda”.

Giovanni Sallusti su Libero: suicidio identitario

E’ così che inizia oggi un lungo ed appassionato editoriale del direttore di Libero Giovanni Sallusti.

Il motivo? Il fatto che il Comune di Piacenza, su indicazione dell’Unità Sanitaria, ha comunicato che dal 19 ottobre il menù scolastico non prevederà più salumi, tra cui la famosissima Coppa di Piacenza, un prodotto vanto del Made in Italy.

Nel suo lungo articolo Sallusti chiama a raccolta oltre una decina di intellettuali, cineasti, politici (Michel Houellebecq, Naomi Klein, Astra Taylor, Umberto Eco, Michela Murgia, Emiliano Fittipaldi, cui rimprovera il “fascismo immaginario del quotidiano” che dirige. E poi Bernardo Bertolucci citato per la “grandiosa, quasi barocca messa in scena” dell’uccisione e lavorazione del maiale nel suo film capolavoro Novecento, Elon Musk, Peter Thiel, Donald Trump, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Benito Mussolini) per argomentare attorno al suicidio identitario perfetto messo in atto dal Comune di Piacenza, paragonato a Teheran.

Fact-cheking: diete per motivi religiosi esistono da decenni

Quello che il sagace editorialista non cita è il fatto che a Piacenza, come in migliaia di altre mense scolastiche, da decenni esistono menù diversificati. Bastava andare alla pagina dal servizio comunale per scoprire che, riporto dal sito, “è possibile richiedere: Diete mediche per intolleranze o allergie. In questo caso occorre allegare alla domanda un certificato medico, valido per un solo anno scolastico; Diete per motivi religiosi o etici (diete vegeraliane / vegane): la richiesta deve essere avanzata al momento dell’iscrizione on line, oppure, durante l’anno scolastico, via mail)”

Quindi, tanto rumore per nulla? Ci sarebbe a dire il vero un’altra interpretazione, legata la fatto che in Emilia Romagna dal 2023 (linee guida regionale) fanno una esplicita raccomandazione a limitare fortemente il consumo di salumi e insaccati al fine di ridurre l’apporto di sodio (sale), acidi grassi trans/saturi nella dieta quotidiana dei bambini . Sallusti ci ha pensato ma in realtà non ha verificato e così può scrivere: “nella Piacenza democratica non è indicata la ratio della sua scomparsa dal Servizio Dietetico Aziendale dell’Ausl, non è chiarito se si tratti di islamofilia compulsiva o di salutismo talebano“. 

E se il motivo fosse banalmente il costo?

A dire il vero nessuno tra i molti intervenuti in questi giorni su questo tema ha finora fatto riferimento ad un’altra ipotesi. Ovvero, banalmente, il costo. Tralasciando la comparazione nutrizionale tra 50 grammi coppa o prosciutto crudo e 50 grammi di legumi è la comparazione di costi che non dobbiamo dimenticare.  Il costo di un pasto per il primo figlio in mensa nelle scuole del Comune di Piacenza è fermo al 2019 e varia da un massimo di 5,69 euro a un minimo di 1,79 euro per chi ha un reddito ISEE da € 0,00 a € 4.300,0

Il prezzo di 100 grammi di Coppa Piacentina DOP in un supermercato è dato oggi a € 4,39 mentre 100 grammi di ceci in scatola costano 0,42 euro.
Ecco, va bene leggere Michel Houellebecq, che scrive benissimo e qui proprio non c’entra nulla, ma forse non farebbe male un giro al supermercato.
E, invece di soffiare su sentimenti anti islam, provare a chiedere un adeguamento dei salari e un blocco dei prezzi e dell’inflazione.

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