Registrati
07.08.2026

META condannata in New Mexico: “I social mettono a rischio la salute mentale dei giovani”

In New Mexico, negli USA, si stanno tenendo diversi processi contro Meta, il gigante dei social che controlla, tra gli altri, Facebook, Instagram, Whatsapp. Meta AI. Cnn racconta che un primo processo si è concluso nel marzo 2026 e ha condannato Meta a pagare 375 milioni di dollari per risarcire i danni derivanti dall’aver ingannato gli utenti sui pericoli delle sue piattaforme social mettendo in atto intenzionalmente pratiche commerciali “sleali, ingannevoli” e “inique“.

Il secondo processo si è concluso ieri e ha condannato Meta al pagamento di 567 milioni di dollari, da versare a un fondo che finanzia politiche e interventi nei confronti della salute mentale dei giovani.

Obbligo di misure specifiche per tutelare i minori

Il giudice però è andato oltre, definendo una serie di misure specifiche che Meta dovrà attuare (per lo meno nello stato del New Mexico). L’elenco è davvero interessante: Meta deve “eliminare gli account e tutte le informazioni personali raccolte dagli account appartenenti a utenti di età inferiore ai 13 anni“, deve “disattivare le notifiche push” dalle 8:00 alle 15:00 nei giorni feriali durante l’anno scolastico e dalle 22:00 alle 7:00 in tutti gli altri giorni per gli utenti di età inferiore ai 18 anni; inoltre gli account degli adolescenti del New Mexico devono essere impostati automaticamente come privati e Meta deve impedire agli utenti di “intrattenere interazioni romantiche o a sfondo sessuale con i chatbot basati sull’intelligenza artificiale di Meta“.

Una serie di obblighi davvero interessanti e che in sostanza obbligano la grande impresa digitale ad agire concretamente mettendo in atto blocchi molto specifici.

Si tratta, con tutta evidenza, di un avvio di cambio di prospettiva: sino a poco tempo fa i danni dei social venivano sostanzialmente addebitati alle famiglie che non controllavano i minori. Ora si inizia da un lato a legiferare sul divieto di accesso ai social sotto una certa soglia d’età, dall’altro a imporre alle aziende comportamenti che prevengano i rischi per i bambini e gli adolescenti.

Ovviamente su tutto questo c’è grande dibattito tra studiosi e legislatori e Tecnica nella scuola ne ha più volte seguito le dinamiche. Non ultimo, due giorni fa, abbiamo presentato lo studio pubblicato da Nature a inizio agosto e curato dal gruppo di lavoro del prof. Gui della Bicocca di Milano sui rischi per l’apprendimento derivanti dall’acceso precoce ai social.

Meta è come una fabbrica inquinante

Il giudice Bryan Biedscheid ha paragonato Meta alle fabbriche inquinanti e i danni che provoca all’emissione di sostanze tossiche nell’aria: “così come l’inquinamento nocivo prodotto dalla fabbrica può ledere il diritto pubblico a un’aria ragionevolmente pulita, gli effetti dannosi delle piattaforme di Meta sui bambini non rimangono circoscritti alle piattaforme stesse, ma si estendono a Internet nel suo complesso e, cosa forse ancora più preoccupante, al mondo reale, creando un onere sociale comune e un danno per i bambini colpiti, le loro famiglie, le scuole, gli ospedali e le forze dell’ordine“.

Meta, che è al centro di molte altre denunce sia negli Stati Uniti che altrove. E’ del 2023, ad esempio, la denuncia di 41 Stati dell’Unione contro i colossi del web, paragonati a Big Pharma e Big Tobacco, in difesa dei diritti dei bambini.

Meta, con un comunicato, ha detto che presenterà ricorso enche non è per nulla d’accordo la sentenza ribadendo che “ci impegniamo a fondo per garantire la sicurezza degli utenti sulle nostre piattaforme e siamo sempre stati trasparenti riguardo alle difficoltà nell’identificare e rimuovere malintenzionati e contenuti dannosi”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate