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Mezzo milione di posti di lavoro spariti

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Ma dice ancora l’Istat che l’Italia è sempre più vecchia, ed è solo la Germania, in Europa, che ci supera. Secondo l’Annuario Statistico Istat, al 1 gennaio 2013 l’indice di vecchiaia è di 151,4 anziani ogni 100 giovani (148,6 nel 2012), confermando l’Italia al secondo posto nell’Ue a 27 dopo la Germania (160).

Grazie alla riduzione dei rischi di morte, prosegue anche nel 2013 l’incremento della speranza di vita alla nascita: per gli uomini da 79,6 del 2012 a 79,8 e per le donne da 84,4 a 84,6: in Ue siamo ai vertici insieme a Svezia, Spagna e Francia.

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Cala il numero dei fumatori anche se ben un terzo dei ragazzi non rinuncia alle ‘bionde’.

Nel 2014, afferma l’Istat, il 70% della popolazione ha dato un giudizio positivo del proprio stato di salute (valore stabile rispetto allo scorso anno), ma più elevato fra gli uomini (73,8%) che fra le donne (66,3%).

Le vendite al dettaglio, secondo l’istituto, ad ottobre restano ferme rispetto a settembre, mentre scendono dello 0,8% su base annua, registrando così il sesto calo consecutivo nel confronto tendenziale.

L’Istat non vede alcun settore in territorio positivo, incluso il comparto dei farmaci (-1,4%).  ‘Salvi’ solo i discount: ottobre si chiude in positivo per i bilanci dei discount alimentari, che registrano un aumento annuo delle vendite del 2,8%, seguiti a distanza dai supermercati (+0,2%). Nel complesso per la grande distribuzione c’è un arretramento, seppur lieve (-0,1%). A fare peggio sono però, anche stavolta, i piccoli negozi (-1,5%).

L’Italia non è un paese per sposati: a livello internazionale la nuzialità risulta tra le “più basse”. Hanno, infatti, un quoziente di nuzialità inferiore al nostro (3,5 per mille abitanti nel 2012) “solo”, sottolinea l’Istat nell’Annuario, Portogallo, Bulgaria, Slovenia e Lussemburgo. Per quoziente di nuzialità, spiega l’Istat, si intende il rapporto tra il numero di matrimoni celebrati nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente.

Nell’ultimo quinquennio gli italiani hanno viaggiato sempre meno facendo registrare una perdita complessiva di quasi 51 milioni di viaggi e circa 263 milioni di notti. La maggior parte dei loro viaggi avviene nel trimestre estivo per motivi di vacanza e ha una durata superiore a tre pernottamenti. Le vacanze brevi subiscono la maggior diminuzione passando da circa 32,3 milioni nel 2012 a circa 24,8 milioni nel 2013. Anche le vacanze lunghe dei residenti con più di 15 anni sono sono molto al di sotto della media Ue, pari nel 2012 a 2,5 viaggi pro capite, contro il dato italiano che supera di poco l’unità.

Si conferma infine la scarsa attitudine degli italiani a leggere quotidiani e libri. La cultura la vivono però fuori casa andando di più a teatro, a concerto, in discoteca e visitando musei. In calo anche l’interesse per il cinema, mentre il piccolo schermo rimane l’attrazione preferita soprattutto tra i bimbi, dai 3 anni in su, e tra gli over 60. La radio può contare su un pubblico affezionato che non cala.

 

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