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Prima Ora | notizie del 3 luglio

Mio figlio non è un danno erariale: è il caso di un ragazzo autistico e della continuità del sostegno interrotta

Mi chiamo Giuseppe G. e sono il padre di S, ragazzo autistico di 11 anni, certificato ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992, frequentante nell’a.s. 2025/2026 l’I.C. “Don Milani – Aliperti” di Marigliano, in provincia di Napoli.
Racconto questa vicenda non come semplice caso personale, ma perché credo rappresenti una criticità più ampia nella gestione del sostegno e della continuità didattica degli alunni con disabilità.

A settembre 2025 S. inizia la prima media con entusiasmo. Nei primi trenta giorni costruisce un rapporto positivo con il docente di sostegno di riferimento, assegnato per 18 ore settimanali. Dopo anni di lavoro familiare e terapeutico, mio figlio sembrava aver trovato nella nuova scuola un ambiente stabile e accogliente.

A ottobre tutto cambia. A seguito del trasferimento di un altro alunno con disabilità, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli dispone una decurtazione di 18 ore di sostegno dall’istituto e il successivo spostamento del docente di riferimento di Saverio. La famiglia lo scopre solo il 13 ottobre, senza comunicazione preventiva, senza preparazione del minore, senza un confronto anticipato nel GLO e senza una revisione condivisa del PEI.

Nella risposta ufficiale dell’USP Napoli viene richiamata anche l’esigenza di evitare una “ipotesi di danno erariale”, poiché il mantenimento di un docente per ore eccedenti quelle autorizzate avrebbe potuto comportare responsabilità amministrative. Da qui nasce la frase che per noi riassume tutto: Saverio non è un danno erariale, è un bambino.

Dopo lo spostamento del docente, il sostegno viene frammentato su più figure. Secondo la nostra ricostruzione, si susseguono cambi, assenze e supplenze che rendono la scuola un ambiente non più prevedibile per S. Il 21 ottobre mio figlio manifesta una crisi comportamentale in classe, con intervento dell’ambulanza per un compagno portato in ospedale per controlli. È stato un episodio grave e doloroso per tutti, che non intendiamo minimizzare. Ma S., in otto anni di scuola, non aveva mai manifestato condotte violente. Per noi quella crisi è stata la conseguenza di una rottura improvvisa dei riferimenti educativi.

Il 23 ottobre si tiene il GLO per la redazione del PEI, ma secondo noi arriva quando il danno è già avvenuto. Contestiamo inoltre un secondo GLO del 29 ottobre, del quale la famiglia riferisce di non essere stata preventivamente coinvolta. Nei mesi successivi Saverio resta a lungo assente; solo dopo che noi genitori ci siamo rivolti direttamente agli assistenti sociali di Mariglianella viene attivata, tramite Ambito, un’assistenza specialistica di 18 ore.

Il 12 novembre la scuola ci scrive sulle assenze, richiamando la frequenza e prospettando la possibile segnalazione ai servizi sociali. Per noi è stato un capovolgimento doloroso: la famiglia, che denunciava l’instabilità generata dal sistema, veniva richiamata per assenze che ritenevamo conseguenza proprio di quella instabilità.

Nel 2026 le criticità non si chiudono. La famiglia segnala problemi di comunicazione, privacy nei colloqui avvenuti in luoghi non riservati, GLO d’urgenza ritenuti contraddittori e la mancata firma di un verbale. Il 14 maggio 2026 Saverio non partecipa alla gita scolastica: secondo la scuola avrebbe potuto farlo solo con un genitore accompagnatore. Quando gli ho chiesto se potevo accompagnarlo, mi ha risposto: “Papà, in gita vanno solo alunni e professori”. Per noi quella frase dice tutto: S. voleva appartenere alla classe come gli altri.

La vicenda potrebbe non essere isolata. Dopo richiesta di dati complessivi, ho analizzato personalmente 22 bollettini della provincia di Napoli, su indicazione dell’Ufficio Provinciale. Le mie stime, che chiedo all’Amministrazione di confermare o rettificare, parlano di circa 400 docenti coinvolti, 290/300 docenti effettivamente spostati e 350/400 alunni con disabilità potenzialmente interessati da cambiamenti delle figure di sostegno. S. cambierà scuola a settembre 2026. Non è una vittoria, ma una sconfitta del sistema. Chiediamo che la continuità didattica non sia considerata un costo, ma un diritto, e che l’inclusione non resti una parola nei documenti, ma diventi realtà concreta per tutti gli alunni con disabilità.

Lettera firmata

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